Venerdì 12 giugno 2026
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Bolivia. Morales: coltivazione della coca e' attivita' legittima

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Le foglie di coca non sono cocaina e quindi dovrebbero esser depennate dalla lista delle sostanze proibite dalle Nazioni Unite.
E' la posizione dell'ex leader 'cocalero' Evo Morales, oggi presidente della Bolivia, che punta inoltre a legalizzare la vendita in Argentina delle foglie di coca, prodotto da tempi immemorabili patrimonio della cultura dei popoli andini.
Durante una visita nella regione di Los Yungas e in altre localita' del paese, Morales ha fra l'altro rilevato che il vice-ministero della coca del suo governo "avviera' una campagna internazionale per dimostrare che la coca non e' un veleno per l'uomo". Uno degli obiettivi della campagna e' proprio quello di ottenere l'esclusione delle foglie di coca dalla lista delle sostanze illecite approvata nel 1961 da una Convenzione internazionale dell'Onu.
Nel corso della visita, Morales ha inaugurato un impianto per trattare le foglie di coca, stabilimento che produrra' e inscatolera' te' di coca, nell'ambito dell'accordo per la lavorazione industriale delle foglie che il governo di La Paz ha qualche mese fa firmato con Venezuela e Cuba.
INDUSTRIALIZZARE FOGLIE. L'obiettivo del presidente e' quello di limitare la coltivazione della coca, concentrandosi invece sull'industrializzazione e la commercializzazione dei prodotti derivati, limitando quindi la trasformazione delle foglie in cocaina. "Con l'industrializzazione forse non riusciremo a guadagnare soldi, ma servira' a dimostrare al mondo -ha precisato Morales- che con la coca si fanno anche altre cose, non solo cocaina".
Proprio nell'ambito di questo approccio, il presidente boliviano ha reso noto che non esclude di chiedere al collega di Buenos Aires, Nestor Kirchner, la legalizzazione delle importazioni in Argentina: i due paesi condividono infatti un'estesa frontiera e nel nord dell'Argentina c'e', da sempre, un massiccio consumo di foglie di coca.
Nel ricordare di essere diventato presidente della Bolivia grazie alla coca, Morales ha sottolineato che il suo partito, il Movimento al socialismo (Mas), e' stato infatti costruito per la difesa della coca.
Oltre che in Bolivia e nelle regioni settentrionali argentine, anche in Peru' e' normale bere te' di coca o masticarne le foglie, che fanno parte della cultura e identita' di gran parte delle regioni andine.
La coca puo' infatti avere diverse applicazioni mediche o cosmetiche, e negli ultimi anni le associazioni dei coltivatori boliviani hanno a piu' riprese proposto una serie di usi alternative delle foglie, per esempio bevande, dolci, gomme da masticare, dentifrici.
La Bolivia e' il terzo produttore mondiale di foglie di coca, dopo Colombia e Peru'; la superficie coltivata nel paese e' di circa 28 mila ettari, anche se per la legge boliviana antidroga le coltivazioni non dovrebbero superare i 12 mila ettari, da destinare agli usi rituali o come sostanze di base per medicine e alimenti.
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