Mercoledì 10 giugno 2026
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Bolivia. Il presidente vuole cambiare la politica antidroga

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Nonostante gli appunti del Governo Usa a fronte della possibilita' di una pausa delle eradicazioni delle piantagioni illegali di coca, il presidente boliviano, Gonzalo Sánchez de Lozada, ribadisce la sua proposta di portare avanti delle modifiche all'attuale politica antidroga. "Dopo 15 anni di attuazione della Legge 1008, questa deve essere esaminata, e di questo discutiamo con Evo Morales, i cocaleros e gli altri settori della regione", cosi' e' intervenuto il presidente a Porvenir, Pando.
E sul quotidiano boliviano La Razon l'editoriale dell'economista Roberto Laserna, va nella stessa direzione. "La Legge 1008 e' stata una misura chiave della politica antidroga. E' stata approvata in un periodo d'emergenza. Le coltivazioni di coca crescevano senza controllo, e il traffico di droghe allargava il suo potere. Si calcolava che nel Chapare esistessero 50 mila ettari di coca: la Bolivia era il secondo produttore mondiale e riforniva di pasta base i trafficanti colombiani. (...)
Sono passati quasi 15 anni. Il Chapare e' una zona agricola straordinaria: con strade e elettricita', con una elevata densita' di scuole, ospedali e un'economia molto diversificata. (...)
Ci sono nuove condizioni e gli obbiettivi e le misure da adottare devono adeguarsi alla nuova realta' e al rischio che la violenza distrugga tutto quello fatto fino ad ora. La Legge 1008 e' stata gia' modificata nei suoi aspetti penali e sembra essere arrivata l'ora di modificare il regime della coca. (...)
E' possibile e necessario fare della foglia di coca una coltivazione regolamentata, utilizzando gli strumenti esistenti, come le municipalita', i sindacati, i sistemi di vigilanza satellitare, e farlo con procedure che riconoscano l'importanza della coca nelle economie campesinas, promuovano lo sviluppo sostenibile e garantiscano la pace e lo Stato di Diritto."
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