Martedì 9 giugno 2026
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Bolivia. "Stati maggiori del popolo" e cocaleros

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Ad una settimana esatta dall'inizio dei blocchi stradali, continua a crescere la tensione politica. Il confronto tra i cocaleros e il Governo ha causato finora la morte di sei persone. Dopo l'appello a rovesciare il presidente boliviano Gonzalo Sánchez de Lozada lanciato nel fine settimana da Evo Morales Ayma, leader dei cocaleros e guida del partito di opposizione Movimento al socialismo (Mas), vari settori dell'opposizione hanno dato vita agli "Stati maggiori del popolo".
Gli insegnanti, gli studenti, i contadini e i cocaleros che sono confluiti negli "Stati maggiori", hanno concesso al capo dello Stato 48 ore di tempo per accogliere le richieste dell'opposizione prima di chiederne le dimissioni. "Se non ci ascolteranno allora li accuseremo di incapacita' nel governare e di tradimento della patria, trasmetteremo la parola d'ordine: Fuori Goni (soprannome di Sánchez de Lozada, ndr) e Carlos Mesa (vicepresidente) per essere degli incapaci e degli assassini", si legge nel documento. Gli "Stati maggiori" chiedono la sospensione della politica di sradicamento indiscriminato delle piantagioni di coca nella regione del Chapare, il rigetto dell'Accordo di libero commercio delle Americhe (Alca) promosso dagli Usa, ma anche la revisione dell'aumento delle tasse.
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