Brasile. I narcos minacciano di morte la governatrice di Rio de Janeiro
Tensione a Rio de Janeiro dove i trafficanti di droga che dominano le favelas hanno minacciato di uccidere la governatrice Benedita da Silva. E lo hanno fatto in modo spettacolare interrompendo addirittura le comunicazioni radio della polizia militare.
Ad una settimana dal ballottaggio delle presidenziali brasiliane, la governatrice, che appartiene al Partido dos Trabalhadores del favoritissimo Luiz Inacio "Lula" da Silva, ha gia' chiesto al governo di Brasilia di mandare di nuovo l'esercito a pattugliare le strade durante il voto del 27 ottobre. La scorsa notte con un messaggio radio sulla stessa banda della polizia militare, i narcos hanno lanciato la loro ultima minaccia: "Andremo in convoglio a seminare il terrore ad uccidere la governatrice Benedita". La diretta interessata non ha dato molto credito a questo avviso anche se oggi ha utilizzato un'auto blindata per i suoi sempre piu' sporadici spostamenti nella citta'.
I maggiori quotidiani del paese allertano su una possibile 'colombianizzazione' di Rio. Nei giorni scorsi, in effetti, la metropoli ha visto prima una serrata generale dei negozi imposta dai trafficanti, quindi un attacco generalizzato dei narcos contro il palazzo di Guanabara, sede della governatrice, e contro un frequentatissimo contro commerciale.
La popolazione di Rio, nonostante sia abituata da anni ad alti tassi di criminalita', e' in panico. Per le strade della citta' vige in pratica un coprifuoco spontaneo dopo il calar del sole. La 'rivolta' dei narcos sembra originata dalla energica svolta della governatrice, nata in una favela, nei confronti dello strapotere della criminalita' organizzata. Da Silva ha pronunciato un inedito basta, attraverso una maggiore repressione sui "morros" (le colline di Rio che ospitano le baraccopoli) e nei penitenziari, dove ai boss della cocaina sono stati tolti cellulari e privilegi.
Ad una settimana dal ballottaggio delle presidenziali brasiliane, la governatrice, che appartiene al Partido dos Trabalhadores del favoritissimo Luiz Inacio "Lula" da Silva, ha gia' chiesto al governo di Brasilia di mandare di nuovo l'esercito a pattugliare le strade durante il voto del 27 ottobre. La scorsa notte con un messaggio radio sulla stessa banda della polizia militare, i narcos hanno lanciato la loro ultima minaccia: "Andremo in convoglio a seminare il terrore ad uccidere la governatrice Benedita". La diretta interessata non ha dato molto credito a questo avviso anche se oggi ha utilizzato un'auto blindata per i suoi sempre piu' sporadici spostamenti nella citta'.
I maggiori quotidiani del paese allertano su una possibile 'colombianizzazione' di Rio. Nei giorni scorsi, in effetti, la metropoli ha visto prima una serrata generale dei negozi imposta dai trafficanti, quindi un attacco generalizzato dei narcos contro il palazzo di Guanabara, sede della governatrice, e contro un frequentatissimo contro commerciale.
La popolazione di Rio, nonostante sia abituata da anni ad alti tassi di criminalita', e' in panico. Per le strade della citta' vige in pratica un coprifuoco spontaneo dopo il calar del sole. La 'rivolta' dei narcos sembra originata dalla energica svolta della governatrice, nata in una favela, nei confronti dello strapotere della criminalita' organizzata. Da Silva ha pronunciato un inedito basta, attraverso una maggiore repressione sui "morros" (le colline di Rio che ospitano le baraccopoli) e nei penitenziari, dove ai boss della cocaina sono stati tolti cellulari e privilegi.
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