Brasile. "Lupo mangia lupo", la ribellione di Bangu 1
E' durata 23 ore la ribellione nel carcere di massima sicurezza di Rio de Janeiro, Bangu 1. La bandiera rossa, simbolo del Comando Vermelho, che sventolava su una delle torrette di vigilanza e' stata ammainata. Il bilancio finale e' stato di quattro morti, mentre i sei ostaggi sono stati liberati. E' successo quello che in molti avevano previsto fin dallo scorso aprile, quando dal carcere di Brasilia era arrivato un detenuto speciale: Luis Fernando da Costa, noto come Fernandinho Beira-Mar, tra i principali capi del narcotraffico dello Stato di Rio. I timori si sono avverati, la ribellione c'e' stata, ma soprattutto c'e' stata la resa dei conti tra le due bande che si disputano il traffico di droga: il Comando Vermelho (Cv) e il Terceiro Comando (Tc), alleati degli Amigos do Amigos (Ada). I morti sono infatti tutti di questi ultimi due raggruppamenti, tra questi Arquivo Ernaldo Pinto de Medeiros, detto Uê, considerato uno dei narcotrafficanti piu' pericolosi e piu' potenti dello Stato. Un altro dei nemici storici di Fernandinho, Celsinho da Villa Vintém, e' stato preso ostaggio e costretto a telefonare a Isaias do Borel, detenuto a Bangu 3, la telefonata e' servita per dire che dopo la morte di Uê, gli Amigos do Amigos, sarebbero passati con il Comando Vermelho, abbandonando cosi' l'alleanza con il Terceiro Comando.
Il direttore del Dipartimento per la Repressione degli Stupefacenti della Polizia Federale, Getulio Bezerra, ha spiegato cosi' la ribellione di Bangu 1: "e' il lupo che mangia il lupo. Una disputa per il mercato". I continui sequestri realizzati dalle forze dell'ordine stanno mettendo a dura prova il narcotraffico, negli ultimo 90 giorni mille tonnellate di marijuana sono state sequestrate in Paraguay, uno dei principali centri di rifornimento per il Brasile, nello stesso arco di tempo in Brasile sono state sequestrate 50 tonnellate tra cocaina e marijuana. "Siccome tutti stanno perdendo, pensano che sia l'altro a tramare contro. Questo genera inquietudine tra di loro", ha sottolineato Bezerra.
Il direttore del Dipartimento per la Repressione degli Stupefacenti della Polizia Federale, Getulio Bezerra, ha spiegato cosi' la ribellione di Bangu 1: "e' il lupo che mangia il lupo. Una disputa per il mercato". I continui sequestri realizzati dalle forze dell'ordine stanno mettendo a dura prova il narcotraffico, negli ultimo 90 giorni mille tonnellate di marijuana sono state sequestrate in Paraguay, uno dei principali centri di rifornimento per il Brasile, nello stesso arco di tempo in Brasile sono state sequestrate 50 tonnellate tra cocaina e marijuana. "Siccome tutti stanno perdendo, pensano che sia l'altro a tramare contro. Questo genera inquietudine tra di loro", ha sottolineato Bezerra.
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