Venerdì 5 giugno 2026
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I cambi e adeguamenti della GDO

U.E. - ITALIA
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Il Grocery Connect di Retail Hub ha riunito retailer, manager, startup e innovatori per fotografare un settore in profonda trasformazione. Conad, Coop, Finiper, Penny, Selex, Dao, Etruria Retail, Sogegross, CDS Gruppo Romano, PrestoFresco e molti altri protagonisti della grande distribuzione hanno delineato un grocery che cambia rapidamente, guidato da tecnologia, prossimità, identità territoriale e nuovi modelli di relazione con il cliente.

Il consumatore non è più fedele: frequenta quattro, cinque o anche sei insegne diverse. La sfida non è più trattenerlo, ma essere rilevanti ogni volta. Carte fedeltà, punti e promozioni non bastano più se il retailer non costruisce un rapporto autentico basato su fiducia, relazione e capacità di interpretare i bisogni reali. La parola chiave diventa “rilevanza”.

L’AI agentica e i carrelli intelligenti

La tecnologia è stata al centro del confronto. L’intelligenza artificiale non è più percepita come strumento futuristico, ma come infrastruttura concreta destinata a rivoluzionare l’intera filiera retail. Alberto Mattiello, Head of Innovation di Retail Hub, ha spiegato che il settore sta entrando nell’era delle AI agentiche, ossia sistemi capaci ndi agire in autonomia per raggiungere un obiettivo, prendendo decisioni ed eseguendo attività senza limitarsi a rispondere a domande. “L’output dell’AI non sarà più una risposta, ma un’azione”.

Lo scenario futuro parla di AI capaci di navigare il web, costruire automaticamente carrelli della spesa, generare dashboard intelligenti che analizzano i dati dei punti vendita e suggeriscono decisioni operative, fino a personal AI che aiuteranno le persone a scegliere cosa acquistare in base alle abitudini, allo stato di salute e agli obiettivi alimentari. Il traffico generato dalle AI verso gli e‑commerce sarebbe già quadruplicato anno su anno.

Computer vision, smart cart e nuove soluzioni per il supermercato

L’innovazione è stata raccontata anche attraverso le startup selezionate da Retail Hub tramite la piattaforma Innovation Explorer. Mira ha presentato Solo, una soluzione di self‑checkout autonomo basata su computer vision ed edge AI che elimina la scansione dei codici a barre e rende il pagamento più rapido e fluido. Cust2Mate ha introdotto il tema degli smart cart, spiegando come il momento più importante dell’esperienza d’acquisto non sia più la cassa, ma il corridoio del supermercato, dove avviene la decisione reale. I nuovi carrelli intelligenti identificano il cliente, monitorano il contenuto in tempo reale, propongono offerte personalizzate e riducono le code, trasformando il negozio fisico in una piattaforma dati. Youtiligent ha mostrato una piattaforma AI per monitorare e ottimizzare i sistemi di refrigerazione, prevenendo guasti, riducendo sprechi energetici e proteggendo vendite e margini.

Autonomous store: mentre Amazon rallenta, l’Italia accelera

Tra i temi più discussi anche quello degli autonomous store, i supermercati senza casse tradizionali basati su AI, computer vision e sensoristica. Mentre Amazon ha rallentato, in Italia la tecnologia funziona. Il caso dei punti vendita autonomi sviluppati da DAO Cooperativa con Retail Hub, avviati nel 2023, dimostra che il modello è già maturo. Il primo store di Verona ha superato il milione di euro di fatturato nei primi mesi del 2026 in circa 200 metri quadrati, con centinaia di migliaia di scontrini. Il secondo store di Trento sta crescendo con performance ancora superiori.

Tecnologia e prossimità: la nuova centralità delle persone

Nonostante l’accelerazione tecnologica, uno dei messaggi più forti emersi dall’evento è che più il retail diventa digitale, più diventano centrali le persone e il territorio. La vera differenza competitiva resta la relazione umana, la conoscenza del cliente e il presidio locale. La prossimità non è solo geografica, ma capacità di interpretare il territorio, adattando assortimenti, prodotti e servizi ai bisogni specifici. “Il cliente del centro di Milano è diverso da quello della periferia di Milano”, è stato ricordato durante un panel dedicato alla personalizzazione.

Prodotti locali e private label identitarie

Il prodotto locale non è più una semplice referenza, ma uno strumento identitario. Alcune insegne supportano piccoli produttori nello sviluppo delle ricette, nel packaging e nei processi di qualità, trasformando la GDO in un ecosistema che valorizza le filiere locali. La private label evolve: non più solo leva di convenienza, ma sistema di valori capace di dialogare con community, creator digitali e nuovi target. In alcune insegne rappresenta già oltre metà del fatturato.

Il supermercato del futuro sarà esperienziale

Il punto vendita non potrà più limitarsi a vendere prodotti. Crescono format ibridi che integrano ristorazione, bakery, pizzerie, skincare experience e shop‑in‑shop, trasformando il supermercato in uno spazio di relazione e permanenza. “Se l’innovazione si riduce solo a pricing e volantini, il rischio è la monotonia”.

Lavoro umano e nuove tecnologie per il benessere dei collaboratori

Il settore dovrà affrontare la sfida di attrarre personale qualificato in un contesto sempre più complesso. Tra le startup presenti, Agade ha mostrato esoscheletri intelligenti per ridurre la fatica fisica, prevenire disturbi muscolo‑scheletrici e migliorare sicurezza ed efficienza nelle attività manuali ripetitive, soprattutto in logistica e movimentazione carichi.

Una GDO che cambia profondamente pelle

Dai carrelli intelligenti all’AI agentica, dagli autonomous store alla riscoperta del territorio, emerge una GDO che evolve rapidamente: tecnologica, data‑driven, automatizzata, ma allo stesso tempo più umana, locale e relazionale. Un settore che interpreta bisogni sempre più frammentati e fluidi, costruendo un nuovo equilibrio tra innovazione e prossimità.

 

(FoodAffairs.it)

 

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