Cartelli (droghe e migranti) spostano attività al confine col Canada, il Congresso chiede più sicurezza
Un rapporto della Government Accountability Office (GAO), l'organismo di controllo del Congresso degli Stati Uniti, pubblicato il 30 giugno, avverte che il confine settentrionale tra USA e Canada richiede misure di sicurezza più incisive. Come riporta Just The News, i cartelli e le organizzazioni criminali transnazionali stanno spostando le loro operazioni verso quella frontiera, tradizionalmente meno presidiata rispetto a quella con il Messico.
La ragione di questo spostamento, secondo quanto emerso in una recente audizione parlamentare, è diretta conseguenza del giro di vite attuato dall'amministrazione Trump al confine meridionale: con le rotte tradizionali di contrabbando sempre più presidiate, le organizzazioni criminali cercano percorsi alternativi. Il segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin ha sintetizzato la questione affermando che i cartelli "non scompaiono" semplicemente perché si aumenta la pressione: i loro modelli di business restano attivi e si adattano cercando zone più vulnerabili.
Il rapporto del GAO evidenzia lacune strutturali di lunga data. Tra il 2019 e il 2024, il numero di agenti della Border Patrol dislocati al confine nord è diminuito del 6%. Anche il personale specializzato nel monitoraggio dei sistemi di sorveglianza tecnologica ha subito una riduzione. Un audit del 2019 aveva già rilevato che il Customs and Border Protection (CBP) non disponeva di metriche adeguate per valutare l'efficacia delle operazioni di sicurezza lungo il confine settentrionale, in particolare nelle aree marittime dei Grandi Laghi — una carenza che, secondo la direttrice GAO Heather MacLeod, persiste ancora oggi.
Il confine USA-Canada si estende per quasi 4.000 miglia, è il più lungo confine terrestre condiviso al mondo e presenta sfide operative molto diverse rispetto a quello meridionale, con tre degli otto settori della Border Patrol che comprendono tratti marittimi sui Grandi Laghi. Le vulnerabilità non sono nuove: già prima della seconda amministrazione Trump, i cartelli messicani avevano ampliato le proprie operazioni sfruttando le politiche canadesi sui visti meno restrittive per portare persone sul territorio canadese, da cui poi tentare l'ingresso negli USA. L'ex capo della Border Patrol Mark Morgan aveva segnalato questa dinamica due anni fa.
Sul piano delle minacce concrete, le autorità statunitensi fermano al confine nord persone inserite nella lista di controllo antiterrorismo "quasi ogni settimana". Si registra inoltre un aumento del traffico di droga dal Canada verso gli USA, in particolare di fentanyl. Sono attive anche reti criminali legate a gang punjabi, al sodalizio dei Hells Angels e a una rete iraniana coinvolta nel contrabbando di fentanyl. Episodi di contrabbando di armi, con coinvolgimento di cittadini pakistani e giordani, vengono periodicamente sventati.
Il GAO raccomanda due interventi prioritari: aumentare le assunzioni di personale e definire metriche precise per valutare l'efficacia delle operazioni di controllo del confine. Sul primo fronte, il Congresso ha già stanziato risorse: il cosiddetto "Big Beautiful Bill" ha destinato 4,1 miliardi di dollari all'assunzione e alla formazione del CBP, mentre il Secure America Act ha aggiunto ulteriori 25 miliardi circa. Sul secondo fronte, il deputato repubblicano Nick Langworthy ha presentato il Northern Border Security Enhancement and Review Act, che obbligherebbe il Dipartimento della Sicurezza interna a elaborare un'analisi delle minacce al confine nord e a introdurre metriche di valutazione dell'efficacia.