Cibo ospedali. 40% finisce in spazzatura
Oltre un miliardo di euro: a tanto ammonta la stima di spesa annuale a carico del Servizio sanitario nazionale per assicurare i pasti ai pazienti ricoverati negli ospedali. Una spesa naturalmente indispensabile, ma dal sapore amaro, quasi di beffa: circa il 40% di questi pasti finisce infatti nella pattumiera. Con conseguenze - oltre che sulle casse dello Stato - anche sui degenti, le cui condizioni nutrizionali lasciano spesso a desiderare, come hanno piu' volte denunciato gli esperti. Colpa, soprattutto, di cibi poco graditi ai ricoverati, oltre che delle condizioni dei malati e dell'organizzazione di visite ed esami, programmati in molti casi senza tener conto della distribuzione dei pasti.
A scattare all'Adnkronos Salute la fotografia sui costi giornalieri dei pasti ospedalieri e' Ilario Perotto, presidente dell'Angem, l'Associazione nazionale delle aziende per la ristorazione collettiva aderenti alla Fipe. Secondo Perotto, lo spreco dei pasti in corsia "potrebbe essere drasticamente ridotto solo se i capitolati delle gare d'appalto fossero meno rigidi e si permettesse ai fornitori dei pasti di dire la propria, sempre in collaborazione coi dietisti, sui menu'. In questo modo - spiega l'esperto - potremo venire incontro anche ai gusti dei ricoverati. Lo spreco maggiore, infatti, e' legato allo scarso gradimento e alla poca varieta' dei cibi offerti. Con proposte piu' adeguate potremmo ridurlo almeno del 50%".
In Italia il prezzo di una giornata alimentare - che comprende colazione, pranzo, merenda e cena - puo' variare, a seconda dei bandi di gara fatti dalle singole Asl, dai 12 ai 18 euro. Con un prezzo medio quindi di 15 euro, che moltiplicato per il numero delle giornate di degenza stimate dal rapporto del ministero della Salute sulle attivita' di ricovero 2010 (70,7 milioni, a fronte di oltre 11 milioni di ricoveri) porta alla cifra vicina al miliardo di euro.
Naturalmente si tratta solo di una stima che potrebbe presentare variazioni legate ad alcuni fattori clinici difficilmente valutabili: basti pensare alle giornate che precedono un'operazione chirurgica, in cui il paziente viene tenuto a digiuno. Un conto 'ragguardevole' che, secondo Perotto, potrebbe finire direttamente a carico dei ricoverati: "Prima o poi, speriamo il piu' tardi possibile, i pazienti saranno costretti a pagarsi i pasti in ospedale. Esattamente come gia' succede per le mense scolastiche. Un modo come un altro per permettere al Ssn di fare cassa".
A scattare all'Adnkronos Salute la fotografia sui costi giornalieri dei pasti ospedalieri e' Ilario Perotto, presidente dell'Angem, l'Associazione nazionale delle aziende per la ristorazione collettiva aderenti alla Fipe. Secondo Perotto, lo spreco dei pasti in corsia "potrebbe essere drasticamente ridotto solo se i capitolati delle gare d'appalto fossero meno rigidi e si permettesse ai fornitori dei pasti di dire la propria, sempre in collaborazione coi dietisti, sui menu'. In questo modo - spiega l'esperto - potremo venire incontro anche ai gusti dei ricoverati. Lo spreco maggiore, infatti, e' legato allo scarso gradimento e alla poca varieta' dei cibi offerti. Con proposte piu' adeguate potremmo ridurlo almeno del 50%".
In Italia il prezzo di una giornata alimentare - che comprende colazione, pranzo, merenda e cena - puo' variare, a seconda dei bandi di gara fatti dalle singole Asl, dai 12 ai 18 euro. Con un prezzo medio quindi di 15 euro, che moltiplicato per il numero delle giornate di degenza stimate dal rapporto del ministero della Salute sulle attivita' di ricovero 2010 (70,7 milioni, a fronte di oltre 11 milioni di ricoveri) porta alla cifra vicina al miliardo di euro.
Naturalmente si tratta solo di una stima che potrebbe presentare variazioni legate ad alcuni fattori clinici difficilmente valutabili: basti pensare alle giornate che precedono un'operazione chirurgica, in cui il paziente viene tenuto a digiuno. Un conto 'ragguardevole' che, secondo Perotto, potrebbe finire direttamente a carico dei ricoverati: "Prima o poi, speriamo il piu' tardi possibile, i pazienti saranno costretti a pagarsi i pasti in ospedale. Esattamente come gia' succede per le mense scolastiche. Un modo come un altro per permettere al Ssn di fare cassa".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti