Cina. Azione legale contro ospedale per sospetta eutanasia
Un ospedale cinese e' al centro di una azione legale per aver cessato il trattamento di sostentamento vitale su un bambino poi sopravvissuto. I genitori del bambino hanno fatto causa al Terzo Ospedale del Popolo di Shanghai, affiliato con l'Universita' Jiaotong e l'Ospedale pediatrico dell'Universita' di FuDan, chiedendo un risarcimento di 875.000 dollari.
Secondo l'avvocato dei genitori, Tang Jinali, l'ospedale ha cercato di uccidere deliberatamente il bambino per risparmiare soldi. Il legale ha anche spiegato che questo tipo di comportamento e' diffuso in Cina, che soffre di sovrappopolazione, soprattutto per quanto riguarda gli anziani. "Non mi sorprende che alcuni ospedali convincano le famiglie degli anziani ad abbandonare i trattamenti medici per le scarse possibilita' di sopravvivenza", ha detto Tang.
Secondo il Mainichi Daily News, questa causa e' la prima ad essere intentata nel Paese per il tentativo di togliere la vita ad un bambino ritenuto dai medici malato terminale.
Il padre, Yu Dejun, che ha detto di aver speso piu' di 25.000 dollari per curare il figlio, ha notato i primi problemi di salute causati dagli abusi dell'ospedale lo scorso settembre: "Non capivamo la gravita' dei problemi del bambino fino a quando un mio amico a visto un programma TV ed ha capito che mio figlio aveva sintomi simili a quelli discussi in Tv (ndr. difficolta' a parlare e a vedere)".
Il bambino, nato con serie difficolta' di salute dovute alla frequenza molto bassa del battito cardiaco, ha dovuto girare diversi ospedali prima di essere accolto per essere preso in cura. Alla fine, spiega il padre, l'Ospedale pediatrico lo ha convinto a cessare il trattamento di sostentamento vitale, dicendogli che il figlio sarebbe morto di li' a poco. Dejun accusa l'ospedale di aver convinto lui e la moglie a staccare la spina prospettando loro un notevole risparmio economico. Per questo i genitori hanno firmato una liberatoria ed hanno lasciato l'ospedale, convinti che il figlio sarebbe morto entro 20 minuti. Il giorno dopo il bambino era pero' sempre in vita.
Secondo il legale della famiglia, il comportamento dell'ospedale e' la prova di una propensione all'eutanasia. "Il trattamento sbagliato degli ospedali credo possa essere attribuito alla loro volonta' di fare soldi. E' un caso tipico: gli ospedali negano il diritto fondamentale alla vita per i propri interessi economici ... e questa vicenda spero possa far riflettere gli ospedali e servire all'interesse pubblico".
Secondo l'avvocato dei genitori, Tang Jinali, l'ospedale ha cercato di uccidere deliberatamente il bambino per risparmiare soldi. Il legale ha anche spiegato che questo tipo di comportamento e' diffuso in Cina, che soffre di sovrappopolazione, soprattutto per quanto riguarda gli anziani. "Non mi sorprende che alcuni ospedali convincano le famiglie degli anziani ad abbandonare i trattamenti medici per le scarse possibilita' di sopravvivenza", ha detto Tang.
Secondo il Mainichi Daily News, questa causa e' la prima ad essere intentata nel Paese per il tentativo di togliere la vita ad un bambino ritenuto dai medici malato terminale.
Il padre, Yu Dejun, che ha detto di aver speso piu' di 25.000 dollari per curare il figlio, ha notato i primi problemi di salute causati dagli abusi dell'ospedale lo scorso settembre: "Non capivamo la gravita' dei problemi del bambino fino a quando un mio amico a visto un programma TV ed ha capito che mio figlio aveva sintomi simili a quelli discussi in Tv (ndr. difficolta' a parlare e a vedere)".
Il bambino, nato con serie difficolta' di salute dovute alla frequenza molto bassa del battito cardiaco, ha dovuto girare diversi ospedali prima di essere accolto per essere preso in cura. Alla fine, spiega il padre, l'Ospedale pediatrico lo ha convinto a cessare il trattamento di sostentamento vitale, dicendogli che il figlio sarebbe morto di li' a poco. Dejun accusa l'ospedale di aver convinto lui e la moglie a staccare la spina prospettando loro un notevole risparmio economico. Per questo i genitori hanno firmato una liberatoria ed hanno lasciato l'ospedale, convinti che il figlio sarebbe morto entro 20 minuti. Il giorno dopo il bambino era pero' sempre in vita.
Secondo il legale della famiglia, il comportamento dell'ospedale e' la prova di una propensione all'eutanasia. "Il trattamento sbagliato degli ospedali credo possa essere attribuito alla loro volonta' di fare soldi. E' un caso tipico: gli ospedali negano il diritto fondamentale alla vita per i propri interessi economici ... e questa vicenda spero possa far riflettere gli ospedali e servire all'interesse pubblico".
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