Il cinema ringrazia la crisi
Approfittare della penombra delle sale cinematografiche per immergersi due ore in un film spendendo 9 euro? Sembra proprio la soluzione anticrisi piu' facile da organizzare per milioni di francesi, e anche la meno costosa. Con 15 milioni di ingressi, gennaio e' stato un mese eccellente, e le entrate sono aumentate del 4% rispetto a gennaio 2008. E a febbraio la tendenza e' proseguita alla grande.
Un fenomeno che e' di portata mondiale, rileva lo studio dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo presentato al festival di Berlino un mese fa. Da Istanbul a Oslo passando per Dubai e Tokyo, le code davanti ai cinema s'allungano. Idem negli Stati Uniti, dove dal primo gennaio i biglietti sono aumentati del 26%. "Succede esattamente la stessa cosa come durante la crisi del 1929 e la Seconda guerra mondiale. Anche allora ci fu la corsa al botteghino", ha spiegato Jeanine Basinger, storica del cinema statunitense. "Gli spettatori erano avidi di film di puro divertimento, ma volevano anche vedere film seri che gli permettessero di capire meglio il mondo in cui vivevano".
Un fenomeno che e' di portata mondiale, rileva lo studio dell'Osservatorio europeo dell'audiovisivo presentato al festival di Berlino un mese fa. Da Istanbul a Oslo passando per Dubai e Tokyo, le code davanti ai cinema s'allungano. Idem negli Stati Uniti, dove dal primo gennaio i biglietti sono aumentati del 26%. "Succede esattamente la stessa cosa come durante la crisi del 1929 e la Seconda guerra mondiale. Anche allora ci fu la corsa al botteghino", ha spiegato Jeanine Basinger, storica del cinema statunitense. "Gli spettatori erano avidi di film di puro divertimento, ma volevano anche vedere film seri che gli permettessero di capire meglio il mondo in cui vivevano".
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