Martedì 9 giugno 2026
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Citta' del Vaticano. Paesi ricchi colpevoli quanto i poveri

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Il responsabile vaticano per la Sanità, mons. Javier Lozano Barragan, ha denunciato oggi l'enorme produzione di anfetamine e altre droghe sintetiche da parte dell'Occidente ed ha osservato che ciò costituisce un pericolo per l'umanità al pari e forse piu' delle produzioni tradizionali di droga che avvengono nei Paesi del Terzo Mondo. Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della salute, ha aperto oggi a Roma con il suo intervento il Simposio internazionale organizzato dalla Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict) su "Prendersi cura dell'altro. La tossicodipendenza tra esperienza e morale". "Credo che allo stato attuale dei fatti -ha detto l'esponente della Santa Sede- occorra disfarci di un grosso luogo comune che rischia di far travisare il problema della diffusione delle tossicodipendenze. La convinzione da sfatare e' che esistano Paesi produttori, sottosviluppati, terzomondisti, e poveri che provvedano all'intero consumo di quelli ricchi e industrializzati. Se infatti e' vero che Bolivia, Peru' e Colombia producono ben 800 tonnellate annue tra eroina e cocaina, e che l'Africa sia al primo posto per la cannabis, e' pur vero che nel moderno e civilizzato Occidente la produzione di anfetamine rivaleggia per quantita' a quella delle droghe più tradizionali".
Mons. Barragan ha poi commentato gli interventi pontifici riguardo la tossicodipendenza: "Il Papa -ha ricordato- e' intervenuto piu' di 360 volte sulla questione. Quello che la Santa Sede propone e un programma in tre punti basato su prevenzione, repressione e recupero alla luce di valori quali la solidarieta', l'amore e la trascendenza. Elementi che, comunque sia, devono essere inseriti in una politica degli Stati di educazione alla vita e nella progettualita' di una societa' meno spersonalizzata per le nuove generazioni".
"Esperienza e morale sono due aspetti da unificare, occorre avere una sinergia tra cuore e tecnica per contrastare efficacemente l'uso delle droghe nel mondo", ha rimarcato, da parte sua, don Egidio Smacchia, della Fict. "Prendersi cura del tossicodipendente oggi vuol dire farlo sentire parte di una comunita', di una realta' che percepisce come ostile e indifferente", ha aggiunto.
Il Simposio, aperto stamane, e' stato organizzato dalla Fict e dall'Istituto di ricerca e formazione 'Progetto Uomo', in occasione della Giornata mondiale contro la droga indetta dalle Nazioni Unite per il 26 giugno. Per questo, i partecipanti hanno ricevuto il saluto del Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, che ha tra l'altro ricordato: "Il 4,7 per cento della popolazione mondiale e' dedita all'uso di droghe, con danni incalcolabili nella sfera della societa' e dei giovani. Oggi lo sforzo dell'Onu e' sostenere le famiglie dei tossicodipendenti per aiutarle a riconoscere il disagio dal cui interno cova la dipendenza dalle sostanze stupefacenti".
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