Cittadina apre ufficio di consulenza sul testamento biologico
Uno sportello di consulenza per 'una morte degna' istituito per la prima volta da uffici comunali e finanziato dall'amministrazione pubblica. Accade a Rivas Vaciamadrid, un municipio a 15 km dalla madrilena Puerta del Sol, di 60 mila abitanti, a guida Izquierda Unida-Psoe. Nel presentarlo ai giornalisti, l'assessore alla Sanita' e al consumo, Adolfo Garcia, ha precisato: 'Che nessuno confonda i termini, questo non e' uno sportello per l'eutanasia. Cio' che ci proponiamo e' informare i cittadini del proprio diritto a morire senza sofferenza e senza accanimento terapeutico, nel caso dei malati terminali. Diritti tutelati da anni dalla legislazione del nostro Paese, ma quasi sempre ignorati'. La consulenza allo sportello, ha spiegato Garcia ad ANSAmed, andra' dall'informazione sul testamento biologico 'all' assistenza specializzata di avvocati ed esperti sanitari nei casi piu' complessi', come ad esempio davanti 'al rifiuto di un medico di attenersi al testamento biologico del paziente'. Il servizio ha ricevuto il placet dell'Unita' di Bioetica e programmazione sanitaria e della direzione del servizio di attenzione di base della Comunita' di Madrid. 'L'unita' di bioetica e' d'accordo con noi sulla necessita' di informare i cittadini ed ha auspicato che lo sportello sia istituito anche da altri comuni della regione', ha assicurato Garcia. Gestito da un membro dell'Associazione per il Diritto a morire degnamente (Dldm), che lo ha promosso, lo sportello spieghera' la possibilita' di indicare le ultime volonta' nel 'testamento vitale', introdotto in Spagna con la Legge base di autonomia del paziente, del 2002, che regola il diritto di quest'ultimo a formulare 'istruzioni preliminari' in ambito sanitario e istituisce il registro dei testamenti biologici. 'Ai cittadini - ha detto Garcia - verranno illustrate le tre formule fra cui scegliere: quella elaborata dalla Chiesa cattolica, che fa riferimento ai principi etici della vita, con la necessita' di evitare la sofferenza ma senza andare al di la' delle cure palliative. C'e' poi il modello elaborato dalla Comunita' di Madrid, in attuazione della normativa nazionale, in base al quale il cittadino indica le situazioni cliniche in cui fare riferimento al testamento biologico e da' istruzioni su eventuale donazione di organi. E, infine, il terzo - ha proseguito - proposto dall'Associazione per una morte degna, che autorizza la somministrazione di farmaci palliativi anche se questa comporti accorciare la vita e riconosce il diritto a morire in una maniera rapida e indolore, se in futuro l' eutanasia attiva dovesse essere legalizzata'. Un testamento biologico, in quest'ultimo caso, che andrebbe ben oltre i limiti legali previsti dall'attuale normativa. E difatti l'iniziativa del Comune non ha mancato di suscitare polemiche. Secondo il quotidiano conservatore La Razon, il Comune di Rivas 'paga il suicidio assistito, che non e' regolato dalla legge, con il danaro pubblico'. Esperti di diritto sanitario, citati dal quotidiano, respingono la differenziazione tra 'una morte degna' o 'una morte senza sofferenza', perche' qualunque medico in base al Codice di etica e deontologia medic, e' tenuto a evitare in ogni caso la sofferenza del paziente. Il Pp nel Comune di Rivas non ha escluso di intraprendere azioni legali contro lo sportello ('un nuovo tentativo di sperimentare nel nostro municipio temi controversi'). Nel marzo scorso il Comune di Rivas istitui' l'Ufficio di diritti e liberta' pubbliche, che prevede la possibilita' di iscriversi a un registro degli apostati, che rinunciano alla fede cattolica, il cui nome non viene cancellato dai registri parrocchiali di battesimo. (AnsaMed)
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