Sabato 6 giugno 2026
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Cognome figlio riconosciuto ad entrambi le madri. Tar Emilia Romagna

U.E. - ITALIA
Notizia ·
 Il Tar Emilia-Romagna ha annullato il diniego della Prefettura di Ferrara e ordinato di riconoscere il doppio cognome materno a un bambino nato nei Paesi Bassi da due donne unite civilmente.
La sentenza n. 570/2025 accoglie il ricorso della coppia - difesa dagli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, insieme agli avvocati Cathy La Torre, Silvia Gorini e Giuseppe Spiezia - che aveva avuto il figlio tramite procreazione medicalmente assistita all'estero.
Dopo la riforma della legge olandese che consente di attribuire al figlio i cognomi di entrambi i genitori, viene evidenziato in una nota, le due madri avevano chiesto di aggiornare anche in Italia l'atto di nascita.
La Prefettura aveva respinto l'istanza sostenendo che l'ordinamento italiano non riconoscesse un diritto alla genitorialità delle coppie dello stesso sesso.
Il Tar ha smentito questa posizione, ritenendo che la richiesta non riguardasse lo status di filiazione, già pienamente riconosciuto, ma il diritto del minore a mantenere un'identità anagrafica coerente con quella validamente formata all'estero.
I giudici hanno definito infondata la motivazione del rigetto, giudicando carente l'istruttoria e illogico il riferimento alla mancanza di un diritto alla genitorialità omosessuale.
La sentenza richiama anche la recente pronuncia n. 68/2025 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l'illegittimità del divieto di riconoscimento della madre intenzionale nelle coppie omogenitoriali, ribadendo che l'interesse del minore deve prevalere su qualsiasi rigidità normativa.
"È una vittoria che restituisce dignità e coerenza giuridica alle famiglie omogenitoriali - osservano gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell - ma soprattutto riafferma il diritto dei bambini a vedersi riconosciuta la propria identità familiare senza discriminazioni".
Questa pronuncia, aggiungono le avvocate Cathy La Torre e Silvia Gorini, "dimostra che la tutela dei minori non può e non deve dipendere dall'orientamento sessuale dei genitori: si tratta di un passo concreto verso l'uguaglianza e il pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, in linea con i principi della Costituzione italiana e dell'Europa dei diritti, che respinge ogni forma di discriminazione ancora tentata nei confronti di queste famiglie". (ANSA).
 
 
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