Colombia. Campagna per la "responsabilita' condivisa"
Il Governo colombiano ha lanciato da Londra una campagna internazionale per chiedere ai Paesi consumatori di cocaina di essere coinvolti nella lotta contro questa droga. Con il nome "Responsabilita' Condivisa", la campagna, presentata dal vicepresidente Francisco Santos, ha anche l'obbiettivo di responsabilizzare e rendere cosciente il consumatore finale "dei devastanti effetti che comporta ogni tiro che uno fa". In Colombia, queste conseguenze sono un aumento dell'attivita' paramilitare, della criminalita' organizzata, degli omicidi e della distruzione dell'ambiente tramite i pesticidi tossici e gli erbicidi che vengono utilizzati per la coltivazione della coca. Gli effetti in Europa sono mostrati dalle statistiche: nel Regno Unito sono cresciuti le morti per cocaina, mentre in Spagna sono cresciuti i ricoveri ospedalieri per consumo di cocaina, il 49% di quelli per droghe. Nel continente europeo "c'e' un boom simile a quello visto negli Usa negli anni 80", ha avvertito Santos. Gli Stati Uniti hanno avviato "una campagna molto aggressiva per mettere in guardia il consumatore", per questo la Colombia concentra i suoi sforzi in Europa, dove attualmente vive un quarto dei consumatori globali (3.421.000).Santos ha sottolineato l'esistenza di una buona cooperazione delle polizie, come dimostrano i grandi sequestri degli ultimi mesi, l'inclusione dei gruppi paramilitari Farc, Eln e Auc nella lista delle organizzazioni terroriste e nello smantellamento delle reti finanziarie e di riciclaggio di denaro. "Occorre prendere maggiori misure per la prevenzione e la consapevolezza", come introdurre controlli nelle scuole, come fanno gli Usa, e fare campagne educative nelle scuole, bar e mezzi di comunicazione di massa.
"Quando qualcuno come la modella Kate Moss (recentemente in cura in un centro di disintossicazone) sniffa una striscia di cocaina, deve sapere il male che fa, non solo a se stessa, ma anche alla Colombia: ai campesinos, all'ambiente, ai bambini che sono reclutati dai gruppi paramilitari", ha spiegato Santos, che poi ha aggiunto come la campagna "non cerca di gettare la colpa su nessuno, ma di trovare soluzioni".
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