Colombia. Farc: le coltivazioni di coca servono ai campesinos
In un'intervista al quotidiano La Tribune de Geneve pubblicata ieri, un portavoce delle Farc, Juan Antonio Rojas, spiega l'utilita' delle coltivazioni di coca nelle zone controllate dai guerriglieri. "Effettivamente controlliamo le regioni produttrici di coca, all'inizio ci eravamo opposti distruggendole, ma poi, di fronte alla reazione negativa dei campesinos, abbiamo compreso che stavamo attaccando la loro fonte di sopravvivenza", spiega il portavoce delle Farc. "Il caffe' e la mandioca non gli bastavano per vivere. Queste persone non hanno nessuna sovvenzione, e neppure le infrastrutture di cui avrebbero bisogno. E' per questo che abbiamo smesso di distruggere le coltivazioni e ci siamo avvicinati ai cocaleros. Ma abbiamo relazioni anche con i coltivatori del caffe'", aggiunge.
Juan Antonio Rojas spiega poi in quali modi si finanziano le Forze Armate Rivoluzionare della Colombia. Il primo metodo e' quello della tassa per la rivoluzione, che se inizialmente doveva essere pagata da tutti, ora e' indirizzata solo alle persone fisiche o giuridiche che abbiamo un patrimonio superiore ad un milione di dollari. Il secondo metodo e' quello delle "recuperaciones", ovvero quando conquistano un villaggio "recuperano" tutto il denaro dalle banche, l'operazione non danneggia, secondo Rojas, i correntisti, perche' le banche sono assicurate. Infine, il terzo metodo, ovvero quello dei sequestri, nato inizialmente come forma di scambio: venivano sequestrati i militari per scambiarli con i guerriglieri arrestati; ora il metodo si e' allargato anche a chi non paga la tassa per la rivoluzione, "ma in fondo non siamo favorevoli a questa pratica", precisa Juan Antonio Rojas.
L'intervista e' uscita a pochi giorni dalla presa di posizione ufficiale delle Farc che, con una lettera indirizzata al presidente colombiano Alvaro Uribe, rifiutavano l'intermediazione dell'Onu per un processo di pace. Nella lettera, pubblicata nel sito Internet: www.anncol.com, hanno anche insistito con la richiesta che gli venga concessa un'area smilitarizzata di 113.850 chilometri quadrati; cioe' piu' del triplo di quella che gli aveva affidato il precedente presidente Pastrana, che era di 42 mila chilometri quadrati, cessata a febbraio con la rottura del processo di pace. Le Farc, inoltre, hanno ribadito la richiesta al Governo di definire una politica chiara per "eradicare il paramilitarismo" e di smettersi di riferirsi a loro (alle Farc) come "terroristi" o "narcoterroristi".
(ndr: Per fortuna non hanno chiesto di chiamarli boy scout, o giovani marmotte).
Juan Antonio Rojas spiega poi in quali modi si finanziano le Forze Armate Rivoluzionare della Colombia. Il primo metodo e' quello della tassa per la rivoluzione, che se inizialmente doveva essere pagata da tutti, ora e' indirizzata solo alle persone fisiche o giuridiche che abbiamo un patrimonio superiore ad un milione di dollari. Il secondo metodo e' quello delle "recuperaciones", ovvero quando conquistano un villaggio "recuperano" tutto il denaro dalle banche, l'operazione non danneggia, secondo Rojas, i correntisti, perche' le banche sono assicurate. Infine, il terzo metodo, ovvero quello dei sequestri, nato inizialmente come forma di scambio: venivano sequestrati i militari per scambiarli con i guerriglieri arrestati; ora il metodo si e' allargato anche a chi non paga la tassa per la rivoluzione, "ma in fondo non siamo favorevoli a questa pratica", precisa Juan Antonio Rojas.
L'intervista e' uscita a pochi giorni dalla presa di posizione ufficiale delle Farc che, con una lettera indirizzata al presidente colombiano Alvaro Uribe, rifiutavano l'intermediazione dell'Onu per un processo di pace. Nella lettera, pubblicata nel sito Internet: www.anncol.com, hanno anche insistito con la richiesta che gli venga concessa un'area smilitarizzata di 113.850 chilometri quadrati; cioe' piu' del triplo di quella che gli aveva affidato il precedente presidente Pastrana, che era di 42 mila chilometri quadrati, cessata a febbraio con la rottura del processo di pace. Le Farc, inoltre, hanno ribadito la richiesta al Governo di definire una politica chiara per "eradicare il paramilitarismo" e di smettersi di riferirsi a loro (alle Farc) come "terroristi" o "narcoterroristi".
(ndr: Per fortuna non hanno chiesto di chiamarli boy scout, o giovani marmotte).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti