Martedì 9 giugno 2026
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Colombia. Paramilitari, da antiguerriglia a antinarcos?

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Carlos Castaño e Salvatore Mancuso, rispettivamente leader politico e militare delle Accu (Autodifese contadine di Cordoba e Urabá), hanno dichiarato guerra ai narcotrafficanti della regione di Urabá (nordovest della Colombia).
Lo hanno fatto in una lettera diffusa via Internet e rivolta alla ministra della Difesa, Martha Lucia Ramirez, che comincera' il suo mandato dal prossimo mercoledi', precisando che "a partire da oggi e' proibita qualsiasi attivita' legata alla vendita di stupefacenti nella zona. Denunceremo pubblicamente i trafficanti di droga che utilizzano il golfo di Urabá -hanno precisato i due capi paramilitari- e le imbarcazioni di banano per le loro partite di droga, e se i narcotrafficanti continueranno a corrompere membri delle autodifese e funzionari locali, privati o statali, per proseguire le loro attivita' illegali, saranno considerati obiettivi militari". In questo modo, hanno garantito Castaño e Mancuso, le Accu contribuiranno alla risoluzione del conflitto armato che da oltre 38 anni insanguina il Paese sudamericano. "Non si tratta di dichiarare guerra ai cartelli della droga, questa non e' la centralita' della nostra lotta, -hanno aggiunto- ma di obbligare chiunque si consideri un onesto comandante paramilitare a lottare contro il fenomeno del narcotraffico che si insinua tra i suoi uomini, per questo abbiamo deciso di serrare le fila contro il narcotraffico che ci sta usando e distruggendo".
Lo scorso 18 luglio Castaño e Mancuso avevano annunciato lo scioglimento delle Auc (Autodifese Unite della Colombia) denunciando i comportamenti, a loro dire, disonesti di numerosi comandanti, per meglio riorganizzare le loro forze e combattere la guerriglia di sinistra delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e delle Eln (Esercito di Liberazione Nazionale).
Il richiamo sembra che produca i primi effetti. I comandanti Javier Montañez, Julián Bolívar y Ernesto Báez, membri dello Stato Maggiore del Bloque Central Bolívar, uno dei fronti accusati di narcotraffico, hanno replicato a Castaño e Mancuso, sostenendo che la decisione di rifiutare questa modalita' di finanziamento deve essere discussa. Riconoscono, infatti, che questo denaro ha rafforzato e degradato il conflitto, ma che senza non puo' essere garantita la prosecuzione della lotta alla guerriglia. "Il finanziamento e il mantenimento di ciascun uomo ha un costo mensile di 1.200.000 pesos (quasi 500 mila dollari)", hanno sostenuto i comandanti per spiegare che la necessita' del denaro e' enorme, secondo le stime e i preventivi per le loro operazioni. Quali alternative vengono proposte, si chiedono polemicamente, a meno che la proposta non nasconda la volonta' di disarmare e smobilitare le autodifese. Gli altri blocchi delle Auc, per il momento, sono rimasti in silenzio.

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