Mercoledì 10 giugno 2026
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Colombia. Uribe: una garanzia per tutti la "sicurezza democratica"

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Un dialogo di pace con la guerriglia, secondo il presidente colombiano Alvaro Uribe e' possibile a patto che essa accetti "l'unica grande condizione che abbiamo posto: la cessazione delle ostilita'", secondo quanto ha dichiarato il capo dello Stato al momento di intraprendere un viaggio di otto giorni in Europa che comprende anche Italia e Santa Sede.
Uribe difende la tanto discussa politica di "sicurezza democratica", che affida alla polizia molte prerogative che spetterebbero alla magistratura: "ho deciso il viaggio perche' l'Unione europea deve sapere che la politica di sicurezza e' realmente democratica, perche' serve a difendere tutti i cittadini, indipendentemente dal loro status sociale ed economico, e che c'e' un impegno fermo contro il terrorismo, ed un impegno ugualmente fermo a favore della trasparenza democratica. Il problema colombiano e' molto complesso" e richiede aggiustamenti continui. Ma le premesse della sicurezza democratica sono corrette e per rispondere alla citata complessita' si deve avere fermezza e allo stesso tempo flessibilita' nella scelta della rotta per migliorare le scelte politiche. Comunque chi viola i diritti umani in Colombia sono i gruppi terroristi".
Al momento di accedere al potere nell'agosto 2002, Uribe giuro' che avrebbe risolto il problema della violenza generata dalle organizzazioni armate, i paramilitari di destra delle Autodifese unite della Colombia (Auc) e la guerriglia di sinistra delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e dell'Esercito di liberazione nazionale (Eln).
"Finora -dice- siamo andati piu' avanti con i paramilitari, che hanno accettato la condizione di sospendere le ostilita'. Poco tempo fa mi sono riunito con Felipe Torres, il leader dell'Eln appena uscito dal carcere. E gli ho ripetuto che quello che cerchiamo e' che le armi smettano di tintinnare, mentre per il disarmo e per la smobilitazione dei guerriglieri aspetteremo tutto il tempo necessario".
Ma la vera ossessione del capo dello Stato colombiano sono i legami del narcotraffico che finanzia il terrorismo. "La comunità internazionale, e l'Europa, devono capire che se non riusciamo ad eliminare questo narcotraffico che foraggia il terrorismo, esso destabilizzare il continente sudamericano e l'America latina in generale. Attualmente il suo potere e' cosi' grande che puo' debilitare tremendamente le democrazie, perche' fra l'altro un terrorismo con autonomia finanziaria e' ancora piu' spregiudicato. Sradicando il narcotraffico sara' piu' facile raggiungere la pace in Colombia".
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