Colombia. Uribe vuole la criminalizzazione del consumo di droghe illegali
Il Congresso discutera' il progetto di legge presentato dal Governo che proibisce il possesso di qualsiasi droga e punisce i consumatori, obbligandoli alla disintossicazione. La proposta intende cambiare la sentenza della Corte Costituzionale del 1994, secondo la quale il proibizionismo "viola i diritti della personalita'". Da allora, e' possibile che gli adulti posseggano massimo 20 grammi di marijuana o uno di cocaina per consumo personale.L'ultimo sondaggio sul consumo, condotto lo scorso anno dall'Amministrazione Uribe e pubblicata a febraio, rivela che il 2,3% dei colombiani hanno ammesso di avere usato l'anno precedente la marijuana, e meno dell'1% cocaina.
Molti cittadini sono scesi in strada per difendere il diritto al consumo personale.
Sin dalla campagna presidenziale, Alvaro Uribe dichiaro' di voler cambiare la legge sul possesso di droghe, ma in sei anni di presidenza non ha mai raggiunto l'obiettivo, compreso un referendum nel 2003 che fu bocciato. Ben quattro volte ha cercato di far si' che il Governo discutesse della legge, ma senza alcun successo.
Per Uribe e' contraddittorio che la Colombia, maggiore produttrice ed esportatrice di cocaina del mondo proclami la guerra alle droghe, finanziata anche dagli Stati Uniti, e permetta poi il consumo di cocaina.
"Non e' corretto che si lotti contro i traffici e i trafficanti, criminali e contemporaneamente si sia permissivi", ha detto il presidente in una conferenza stampa.
"Se il Governo dovesse approvare la proposta di legge, la Colombia non sara' mai un Paese libero dalle droghe, e sara' meno libero civilmente", si legge nel rapporto sulla sicurezza di Alfredo Rangel.
Il senatore Armando Benedetti, membro della coalizione governativa, si e' opposto a qualsiasi tentativo del presidente di penalizzare il consumo di droghe. "Lo Stato non deve regolare la vita privata dei colombiani", ha dichiarato
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