Como, summit scientifico sulle staminali embrionali
Vertice sul lago di Como per un centinaio di esperti europei di cellule staminali.
Sul tavolo i progressi delle 16 equipe di ricercatori unite nel consorzio di Neurostemcell, al lavoro da mesi su due malattie neurodegenerative: il morbo di Parkinson e la Corea di Huntington. Il network coordinato da Elena Cattaneo, direttore di Unistem, il Centro interdipartimentale di ricerca sulle cellule staminali dell'universita' Statale di Milano, si e' dato appuntamento il 1 aprile a Bellagio, sulle rive del lago di Como, per il primo congresso annuale.
"Un'occasione per fare il punto sui risultati ottenuti finora e affinare le armi", spiega Cattaneo, ricordando l'obiettivo del progetto finanziato dalla Comunita' europea con 12 milioni di euro: "Confrontare tutte le staminali e valutarle come potenziale strumento terapeutico per la Corea di Huntingon e il morbo di Parkinson nell'animale". I ricercatori dei diversi laboratori europei, prosegue la specialista, "dovranno lavorare per istruire le staminali a dare origine ai neuroni che muoiono nel Parkinson e nell'Huntington. La strategia e' prendere le cellule immature e spingerle verso una specifica direzione, ricostituendo in laboratorio i 'codici', i fattori di trascrizione di geni e proteine.
Il repertorio di cellule che abbiamo oggi a disposizione e' ampio, osserva l'esperta. Ci sono le staminali pluripotenti riprogrammate (Ips), quelle adulte e quelle embrionali "che mi affascinano particolarmente". A detta di Cattaneo, per le due malattie neurodegenerative al centro del progetto, "le staminali embrionali hanno una forte capacita' di produrre neuroni. Non stiamo parlando di cure. Queste cellule sono eccezionali, perche' hanno la capacita' soprattutto di recepire i messaggi che tu gli imponi. Con quelle adulte invece non e' esattamente cosi', sembra che siano un po' refrattarie". Le embrionali, al contrario, conclude sorridendo Cattaneo, "sono proprio sveglie. Ti danno piu' soddisfazioni".
LE STAMINALI VANNO A SCUOLA, 700 LICEALI IN STATALE MILANO - In 700 nell'aula magna della Statale. Silenziosi e attenti, ma reattivi a ogni provocazione dei relatori. Soprattutto interessati alla ricerca scientifica con la 'R' maiuscola, i liceali di Milano coinvolti in una conferenza sulle cellule staminali dal gruppo di Unistem, nato nell'ateneo milanese col compito di divulgare i risultati delle ricerche piu' recenti sulle cellule immature.
Il problema di fondo, per scienziati come Elena Cattaneo, animatrice di Unistem, e' che in Italia e' troppo bassa la quota di studenti che alla fine del liceo decidono di scegliere una facolta' scientifica. In Italia i ricercatori sono sempre troppo pochi. Si tratta allora di trasmettere ai giovani la passione per la scienza e la ricerca.
E non avrebbero potuto fare meglio i relatori che si sono succeduti sul palco per tutta la mattinata, mentre nel pomeriggio gli studenti dei licei Einstein di Milano e Cocito di Alba (Cuneo) hanno dibattuto su Bioetica e Sperimentazione in videoconferenza con i compagni di una scuola di Stoccolma.
Intanto, gli altri hanno visitato due laboratori: quello di BioRep, specializzato in tecnologie per gestire materiale biologico e quello del Gruppo Sapio, di Caponago, impegnato nella produzione di gas tecnici e medicinali.
Interesse fra i ragazzi, alle relazioni 'tecniche' di ricercatori quali Fulvio Gandolfi (Universita' di Milano) Giulio Cossu (San Raffaele) e Ivan Torrente (Policlinico) sulle staminali come punto di partenza per trovare una cura a malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson o la Corea di Huntington. Interesse che e' diventato entusiasmo quando l' astronomo Giovanni Bignami li ha guidati, quasi telecronista, su una immaginaria partita di calcio fra l' Universo e l'Uomo, vinta per 4 a 0 dall' Universo, con gol di Copernico, Galileo, Giordano Bruno e Darwin.
Concorrenza alla Scienza ha fatto il Giornalismo, con l' intervento di Charles Sabine, inviato di guerra della Nbc, risultato positivo alla malattia di Huntington che ha gia' ucciso suo padre e attaccato il sistema nervoso del fratello.
'Mi hanno fatto pensare le sue conclusioni - commenta Stefano Caimi, Liceo scientifico Hensemberger di Monza - quando ha detto che la paura provata tante volte rischiando la vita nelle guerre di mezzo mondo era nulla al confronto della consapevolezza che la malattia di Huntington avrebbe attaccato anche lui. E ha concluso che il futuro, per la soluzione di queste terribili malattie, e' nelle nostre mani. Questa e' una cosa che ti motiva!'.
Sul tavolo i progressi delle 16 equipe di ricercatori unite nel consorzio di Neurostemcell, al lavoro da mesi su due malattie neurodegenerative: il morbo di Parkinson e la Corea di Huntington. Il network coordinato da Elena Cattaneo, direttore di Unistem, il Centro interdipartimentale di ricerca sulle cellule staminali dell'universita' Statale di Milano, si e' dato appuntamento il 1 aprile a Bellagio, sulle rive del lago di Como, per il primo congresso annuale.
"Un'occasione per fare il punto sui risultati ottenuti finora e affinare le armi", spiega Cattaneo, ricordando l'obiettivo del progetto finanziato dalla Comunita' europea con 12 milioni di euro: "Confrontare tutte le staminali e valutarle come potenziale strumento terapeutico per la Corea di Huntingon e il morbo di Parkinson nell'animale". I ricercatori dei diversi laboratori europei, prosegue la specialista, "dovranno lavorare per istruire le staminali a dare origine ai neuroni che muoiono nel Parkinson e nell'Huntington. La strategia e' prendere le cellule immature e spingerle verso una specifica direzione, ricostituendo in laboratorio i 'codici', i fattori di trascrizione di geni e proteine.
Il repertorio di cellule che abbiamo oggi a disposizione e' ampio, osserva l'esperta. Ci sono le staminali pluripotenti riprogrammate (Ips), quelle adulte e quelle embrionali "che mi affascinano particolarmente". A detta di Cattaneo, per le due malattie neurodegenerative al centro del progetto, "le staminali embrionali hanno una forte capacita' di produrre neuroni. Non stiamo parlando di cure. Queste cellule sono eccezionali, perche' hanno la capacita' soprattutto di recepire i messaggi che tu gli imponi. Con quelle adulte invece non e' esattamente cosi', sembra che siano un po' refrattarie". Le embrionali, al contrario, conclude sorridendo Cattaneo, "sono proprio sveglie. Ti danno piu' soddisfazioni".
LE STAMINALI VANNO A SCUOLA, 700 LICEALI IN STATALE MILANO - In 700 nell'aula magna della Statale. Silenziosi e attenti, ma reattivi a ogni provocazione dei relatori. Soprattutto interessati alla ricerca scientifica con la 'R' maiuscola, i liceali di Milano coinvolti in una conferenza sulle cellule staminali dal gruppo di Unistem, nato nell'ateneo milanese col compito di divulgare i risultati delle ricerche piu' recenti sulle cellule immature.
Il problema di fondo, per scienziati come Elena Cattaneo, animatrice di Unistem, e' che in Italia e' troppo bassa la quota di studenti che alla fine del liceo decidono di scegliere una facolta' scientifica. In Italia i ricercatori sono sempre troppo pochi. Si tratta allora di trasmettere ai giovani la passione per la scienza e la ricerca.
E non avrebbero potuto fare meglio i relatori che si sono succeduti sul palco per tutta la mattinata, mentre nel pomeriggio gli studenti dei licei Einstein di Milano e Cocito di Alba (Cuneo) hanno dibattuto su Bioetica e Sperimentazione in videoconferenza con i compagni di una scuola di Stoccolma.
Intanto, gli altri hanno visitato due laboratori: quello di BioRep, specializzato in tecnologie per gestire materiale biologico e quello del Gruppo Sapio, di Caponago, impegnato nella produzione di gas tecnici e medicinali.
Interesse fra i ragazzi, alle relazioni 'tecniche' di ricercatori quali Fulvio Gandolfi (Universita' di Milano) Giulio Cossu (San Raffaele) e Ivan Torrente (Policlinico) sulle staminali come punto di partenza per trovare una cura a malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson o la Corea di Huntington. Interesse che e' diventato entusiasmo quando l' astronomo Giovanni Bignami li ha guidati, quasi telecronista, su una immaginaria partita di calcio fra l' Universo e l'Uomo, vinta per 4 a 0 dall' Universo, con gol di Copernico, Galileo, Giordano Bruno e Darwin.
Concorrenza alla Scienza ha fatto il Giornalismo, con l' intervento di Charles Sabine, inviato di guerra della Nbc, risultato positivo alla malattia di Huntington che ha gia' ucciso suo padre e attaccato il sistema nervoso del fratello.
'Mi hanno fatto pensare le sue conclusioni - commenta Stefano Caimi, Liceo scientifico Hensemberger di Monza - quando ha detto che la paura provata tante volte rischiando la vita nelle guerre di mezzo mondo era nulla al confronto della consapevolezza che la malattia di Huntington avrebbe attaccato anche lui. E ha concluso che il futuro, per la soluzione di queste terribili malattie, e' nelle nostre mani. Questa e' una cosa che ti motiva!'.
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