Crack cocaina sempre più diffuso, +906% di richieste di cura in un decennio
In Irlanda il consumo di crack cocaine è in forte crescita e i dati sanitari lo confermano con numeri allarmanti. Secondo quanto riportato da The Journal, le richieste di trattamento per questa sostanza sono aumentate del 31% nell'arco di un solo anno e di oltre il 900% nell'ultimo decennio, stando alle rilevazioni del Health Research Board (HRB), l'ente pubblico irlandese che monitora l'uso di droghe e alcol.
Il crack cocaine e la cocaina in polvere — anch'essa in crescita nel paese — sono chimicamente la stessa sostanza, ma il crack viene alterato per formare cristalli, è solitamente fumato e produce un effetto più intenso e di breve durata. Proprio questa caratteristica lo rende particolarmente capace di generare dipendenza in tempi rapidi: chi ne fa uso può arrivare ad assumerne dieci, venti o anche trenta dosi al giorno.
Chi opera sul campo indica nel prezzo basso e nella disponibilità capillare i principali fattori che alimentano la diffusione. Una singola dose viene venduta per appena 10 euro, rendendola accessibile anche alle fasce più vulnerabili della popolazione. Ciaran, un ex consumatore ventenne in recupero da nove mesi, ha raccontato al giornale che il crack è reperibile ovunque e che negli ultimi due anni ha cominciato a dominare la scena delle droghe di strada, risultando persino più accessibile della cannabis.
Il fenomeno non riguarda solo Dublino: la sostanza si è diffusa anche in altre città irlandesi. Il responsabile di una nota associazione di contrasto alle dipendenze ha confermato la tendenza, precisando che il crack è particolarmente radicato tra le persone già ai margini della società, mentre la cocaina in polvere è più diffusa tra chi ne fa uso ricreativo. La dipendenza spinge spesso i consumatori a ricorrere a furti e altri reati per finanziare le dosi, un costo che — pur basso per singola assunzione — diventa ingente a causa della frequenza elevatissima del consumo.
Dawn Russell, direttrice di Ana Liffey Drug Project, una delle principali organizzazioni irlandesi di riduzione del danno, ha sottolineato l'urgenza di comprendere cosa stia alimentando l'aumento e di garantire percorsi di recupero effettivi per chi è già dipendente. L'HRB ha inoltre evidenziato che il disagio sociale resta una "caratteristica persistente" della domanda di trattamento: oltre il 12% dei casi è senza fissa dimora e il 59% è disoccupato.