Le criptovalute sembrano volersi ingraziare l'estrema destra
Le criptovalute sembrano volersi ingraziare l'estrema destra. Almeno in Polonia, dove il crollo di Zondacrypto, la più grande piattaforma di scambio del Paese, lo scorso aprile, continua a far parlare di sé. E non tanto per gli arresti, che si susseguono (è finito in manette perfino il presidente del Comitato olimpico polacco), quanto per i legami politici emersi tra il proprietario, Przemysław Kral, e numerose personalità della destra nazionalista. Sono proprio queste ultime, guarda caso, a cercare in tutti i modi di bloccare una regolamentazione più stringente delle criptovalute. Per tre volte, tra novembre 2025 e giugno 2026, la coalizione di governo ha tentato di recepire il regolamento europeo MiCA nell'ordinamento polacco. E ogni volta a bloccarlo è stato Karol Nawrocki, eletto presidente nel giugno 2025 con il sostegno proprio del partito di estrema destra Diritto e Giustizia. In concreto, dal 1° luglio scorso la normativa europea impone un'autorizzazione Casp (crypto asset service provider) per operare sul mercato dell'Ue. In Polonia però non è possibile ottenerla, perché nessuna istituzione ha ancora ricevuto il mandato per rilasciarla. La Polonia rischia così di trasformarsi in un far west delle criptovalute.
(Valori.it)