Su Current tv, la guerra alla droga dal Messico all'Europa
Lungo i confini del Messico e' guerra. A pochi chilometri dagli Stati Uniti, spietati cartelli di narcotrafficanti si affrontano per il controllo del mercato globale della droga. Solo nel 2008 le vittime sono state oltre 6000 e le gang piu' temute si sono infiltrate sempre piu' nel territorio degli Stati Uniti. Laura Ling parte dalle citta' di Juarez e Tijuana per realizzare il terzo reportage della stagione 'Vanguard', in onda domani alle 23 su Current (Sky 130). E dal Messico si arriva subito lontano per parlare di quei Paesi del mondo che con i soldi della droga pagano i debiti pubblici e ancora peggio s'impegnano in una feroce guerra contro il consumatore, lasciando agire i narcotrafficanti quasi indisturbati.
Intanto, la maggior parte delle misure di contrasto per la produzione di droga hanno solo giovato allo smercio. La difficolta' dell'accesso al mercato al livello del dettaglio conferisce la piu' alta redditivita' e il piu' alto tasso di corruzione. Questa difficolta' e' in altre parole chiamata 'proibizione', come scrive Luca Rastello nel libro 'Io sono il mercato' (Chiarelettere, 2009). Al giornalista di Repubblica, nonche' direttore responsabile di Osservatoriobalcani.org ed esperto di economia criminale, Davide Scalenghe chiede di spiegare perche' sembriamo essere destinati a perdere la guerra contro il narcotraffico. O meglio, siamo veramente intenzionati a vincerla?
E dopo 22 anni di carcere, per la prima volta, il 'Pablo Escobar' italiano, ovvero 'El Viejo' del libro di Rastello, decide di raccontare davanti alle telecamere di Current i passaggi mai svelati di quello che ha rivoluzionato il trasporto della cocaina, dalle valigette ai grandi cargo di insospettabili societa' multinazionali.
Intanto, la maggior parte delle misure di contrasto per la produzione di droga hanno solo giovato allo smercio. La difficolta' dell'accesso al mercato al livello del dettaglio conferisce la piu' alta redditivita' e il piu' alto tasso di corruzione. Questa difficolta' e' in altre parole chiamata 'proibizione', come scrive Luca Rastello nel libro 'Io sono il mercato' (Chiarelettere, 2009). Al giornalista di Repubblica, nonche' direttore responsabile di Osservatoriobalcani.org ed esperto di economia criminale, Davide Scalenghe chiede di spiegare perche' sembriamo essere destinati a perdere la guerra contro il narcotraffico. O meglio, siamo veramente intenzionati a vincerla?
E dopo 22 anni di carcere, per la prima volta, il 'Pablo Escobar' italiano, ovvero 'El Viejo' del libro di Rastello, decide di raccontare davanti alle telecamere di Current i passaggi mai svelati di quello che ha rivoluzionato il trasporto della cocaina, dalle valigette ai grandi cargo di insospettabili societa' multinazionali.
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