Deputati cocainomani, Gip Palermo: segretaria procacciava droga per Cintola
Sabrina Di Blasi, l'ex segretaria del deputato regionale siciliano dell'Udc Salvatore Cintola "aveva il compito di procacciare" la cocaina "all'onorevole per cui lavorava", cioe' Cintola. E' quanto scrive il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini che oggi ha messo la donna, arrestata due giorni fa nell'ambito dell'operazione antidroga che ha portato in carcere 28 persone agli arresti domiciliari presso la sua abitazione. Nel provvedimento il gip sostiene che l'interrogatorio di garanzia di Sabrina Di Blasi "ha in parte chiarito l'effettivo ruolo della Di Blasi nell'acquisto dello stupefacente in favore dell'onorevole Cintola".L'ex segretaria del politico, che da un anno ha interrotto i rapporti professionali con Cintola, "ha ammesso ampiamente la sua responsabilita'" collaborando con i magistrati "nell'evidenziare i motivi della sua condotta, che tratteggia il contesto in cui i suoi acquisti si inserivano". La donna, nell'interrogatorio di ieri, ha chiarito anche i suoi rapporti con il pusher Giorgio Napolitano che secondo la Procura antimafia avrebbe ceduto la cocaina alla Di Blasi.
La donna sempre ieri ha precisato di avere conosciuto Napolitano "per il tramite dell'onorevole Cintola". Mentre il politico, intervistato dall'ADNKRONOS, ha nettamente smentito di avere "mai conosciuto questo signore".
"Nella mia segreteria vengono diverse persone -ha spiegato- non posso ricordare il nome di tutti, ma questo Napolitano non lo conosco affatto". Data, quindi, l'ammissione delle proprie colpe e il fatto che Sabrina Di Blasi non e' piu' l'assistente del deputato Cintola, secondo il gip decade l'esigenza del carcere che ha trasformato in arresti domiciliari. Cintola dopo l'arresto di Sabrina Di Blasi ha fermamente negato di avere mai fatto uso di droga ne' di avere "mai avuto" cocaina "dalla signora Di Blasi". Una versione che contrasta nettamente con le dichiarazioni rese dalla donna nell'interrogatorio.
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