Martedì 9 giugno 2026
Menu

Diminuisce ricchezza famiglie italiane. Bankitalia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Alla fine del 2011 la ricchezza netta delle famiglie italiane, cioè la somma di attività reali (abitazioni, terreni, etc.) e di attività finanziarie (depositi, titoli, azioni, ecc.), al netto delle passività finanziarie (mutui, prestiti personali, etc.), è risultata pari a 8.619 miliardi di euro.
Il dato è riportato nel supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia intitolato, appunto, "La ricchezza delle famiglie italiane".
Tra la fine del 2010 e la fine del 2011 la ricchezza netta complessiva, a prezzi correnti, è diminuita di 63 miliardi di euro (0,7%). All'aumento delle attività reali (1,3%) ha corrisposto una diminuzione delle attività finanziarie del 3,4% e un aumento delle passività del 2,1%.
In termini reali, la ricchezza complessiva rispetto alla fine del 2010 è diminuita del 3,4% (306 miliardi di euro a prezzi 2011).
Dalla fine del 2007, quando l'aggregato ha raggiunto il valore massimo di 9.151 miliardi di euro ai prezzi del 2011, il calo è stato pari al 5,8%.
Alla fine del 2011 la ricchezza netta è risultata pari a 8 volte il reddito disponibile lordo, in linea con gli anni più recenti (era 6 nel 1996, 7 nel 2001, fra 8 e 8,2 nel periodo 2006-2010). La ricchezza netta per famiglia è risultata pari a circa 350 mila euro.

LA DISTRIBUZIONE La distribuzione della ricchezza è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione: molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza; all'opposto, poche famiglie dispongono di una ricchezza elevata.
Le informazioni sulla distribuzione della ricchezza - desunte dall'indagine campionaria della Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie italiane - indicano che alla fine del 2010 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco deteneva il 45,9% della ricchezza complessiva.
Il numero di famiglie con una ricchezza netta negativa, alla fine del 2010 pari al 2,8%, risulta invece in lieve ma graduale crescita dal 2000 in poi.
Secondo le stime disponibili, nel confronto internazionale l'Italia registra un livello di disuguaglianza della ricchezza netta tra le famiglie piuttosto contenuto, anche rispetto ai soli Paesi più sviluppati.

MENO FINANZA Alla fine del 2011, le attività reali (5.978 miliardi di euro) rappresentavano il 62,8% della ricchezza lorda, le attività finanziarie (3.541 miliardi di euro) il 37,2% e le passività finanziarie (900 miliardi di euro) il 9,5%.
Rispetto ai primi anni del decennio scorso, la quota di ricchezza lorda in attività reali è cresciuta a scapito di quella detenuta in attività finanziarie; anche la quota in passività finanziarie è cresciuta fra il 1995 e il 2011 (di 2,7 punti percentuali).
Nel corso del 2011 la ricchezza netta complessiva a prezzi correnti è diminuita dello 0,7%; l'aumento delle attività reali (1,3%) è stato più che compensato da una diminuzione delle attività finanziarie (3,4%) e da un aumento delle passività (2,1%).
In termini reali (utilizzando il deflatore, cioè depurata la crescita del Pil dall'aumento dei prezzi) la ricchezza netta si è ridotta del 3,4%.
Dalla fine del 2007, quando l'aggregato ha raggiunto il suo valore massimo in termini reali, il calo è stato complessivamente pari al 5,8%.
Alla fine del 2011, la ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie italiane era stimata poco più di 5.000 miliardi di euro. Questo valore è aumentato dell'1,3% rispetto alla fine del 2010, riducendosi dell'1,4% in termini reali.

POCHI DEBITI Nel confronto internazionale le famiglie italiane mostrano un'elevata ricchezza netta, pari nel 2010 come detto prima, a 8 volte il reddito disponibile, contro l'8,2 del Regno Unito, l'8,1 della Francia, il 7,8 del Giappone, il 5,5 del Canada e il 5,3 degli Stati Uniti.
Esse risultano inoltre relativamente poco indebitate, con un ammontare dei debiti pari al 71% del reddito disponibile (in Francia e in Germania è di circa il 100 per cento, negli Stati Uniti e in Giappone è del 125%, nel Canada del 150% e nel Regno Unito del 165%).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →