Droghe sintetiche ultrapotenti: a Baltimore il tasso di overdose più alto degli USA

Negli Stati Uniti il mercato della droga sta diventando sempre più imprevedibile e letale, con nuove combinazioni di sostanze sintetiche ultrapotenti che raggiungono la strada quasi ogni giorno. È quanto denuncia un'inchiesta del New York Times firmata da Matt Richtel, che punta i riflettori su Baltimore, la città con il più alto tasso di morti per overdose tra i grandi centri urbani statunitensi.
Dall'inizio degli anni 2000 le overdose fatali negli Stati Uniti sono aumentate in modo drastico. Secondo un'analisi del San Francisco Chronicle citata dal New York Times, Baltimore registra 110 decessi ogni 100.000 residenti, il tasso più alto tra le città con oltre mezzo milione di abitanti. Un dato di poco superiore rispetto a quello più recente diffuso dal dipartimento sanitario statale, che parla di 96,1 morti ogni 100.000 abitanti nei dodici mesi conclusi lo scorso luglio: una cifra comunque enorme, anche se in calo rispetto al picco del 2021.
La crisi degli oppioidi ha attraversato diverse fasi: prima gli oppioidi da prescrizione medica, poi l'eroina, e infine, a partire da circa un decennio fa, gli oppioidi sintetici di nuova generazione, primo fra tutti il fentanyl. Oggi il problema si è ulteriormente aggravato perché il fentanyl viene mescolato con altre sostanze in modo casuale e imprevedibile, moltiplicando i rischi per chi consuma droghe.
Un esempio emblematico è quanto accaduto lo scorso anno a Baltimore, dove diverse overdose di massa nel quartiere di Penn North sono state collegate a un lotto di droga contenente fentanyl mescolato con N-metilclonazepam, un potente sedativo benzodiazepinico mai rilevato prima nelle strade della città. Secondo i ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST), questa sostanza ha effetti sedativi e ipnotici particolarmente intensi, capaci di mantenere le persone incoscienti anche dopo la somministrazione di naloxone, il farmaco che normalmente contrasta gli effetti di un'overdose da oppioidi.
Il fenomeno non riguarda solo Baltimore. A livello nazionale, secondo i test condotti dal NIST, il 22% dei campioni di droga analizzati conteneva cinque o più composti chimici diversi, contro l'8,8% registrato nel 2022. Un incremento che testimonia quanto il mercato illegale delle sostanze stupefacenti si sia fatto sempre più caotico e pericoloso, rendendo ogni singola dose una sorta di incognita anche per i consumatori più esperti.
Come riporta il New York Times, questa continua evoluzione chimica della droga di strada rappresenta oggi una delle sfide più difficili per la sanità pubblica statunitense, complicando sia gli sforzi di prevenzione sia quelli di cura delle dipendenze.