Eluana Englaro. Chiesa e politica, politica e Chiesa alla ricerca dell'intesa
Ieri e' stata un'altra giornata di contatti e ricerche per papa' Beppino Englaro, impegnato nel crudele compito di trovare una struttura idonea per accompagnare la figlia Eluana verso la morte. 'La sentenza della cassazione e' di giovedi' scorso - ha detto Englaro riferendosi al dispositivo che ha dato il via libera definitivo all'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione - Vogliamo fare tutto con la massima riflessione, attenendoci a quanto deciso dai giudici'. Intanto non si placano le polemiche e le reazioni attorno al caso della donna, che compira' 38 anni tra una decina di giorni, il 25 novembre, in coma da quasi 17. Era il 18 gennaio del 1992, quando una notte Eluana, giovane e bella studentessa della facolta' di lingue, entro' in coma irreversibile dopo un incidente stradale. Anche oggi non sono mancate prese di posizione come quelle del Movimento per la Vita che ha chiesto un decreto d'urgenza al governo per impedire che venga interrotta l'alimentazione ai pazienti in stato vegetativo. 'E' gia' intervenuto il Parlamento e ora chiamano in causa anche il Governo - ha detto Beppino - Io rispetto tutti, ma vorrei che sia io che Eluana avessimo dagli altri lo stesso rispetto. C'e' una sentenza della cassazione, non credo ci sia altro da aggiungere'. Il trasferimento di Eluana dalla clinica Beato Luigi Talamoni avverra' nel massimo riserbo possibile. Solo ipotesi quindi sull'hospice, dove la donna trascorrera' i suoi ultimi giorni. Chiaramente dovra' essere una struttura con un reparto per malati terminali e sia il padre che il professor Carlo Alberto Defanti, il neurologo che ha avuto in cura Eluana dal primo momento, le staranno vicino. Papa' Beppino ha ripetuto ancora una volta, che pur ringraziando tutti quelli che lo hanno sostenuto in questi anni, vorrebbe spegnere i riflettori sul dramma della figlia. E per lo stesso motivo ha respinto chi gli suggeriva di mostrare qualche fotografia di Eluana come e' adesso, invece dei ritratti dai quali sorride, piena di vita e di speranza. 'E' una cosa che io non faro' mai - ha risposto drasticamente Englaro - e non perche' lo voglio io ma perche' so che questa sarebbe stata la sua volonta'. Quando, infatti, anni prima dell'incidente, Eluana, ancora adolescente, vide una foto dello sciatore Leonardo David in coma, ne rimase molto turbata. 'Promettetemi che se dovesse accadere qualcosa di simile a me non mi mostrerete mai a nessuno in quello stato - supplico' i genitori - Non voglio che nessuno mi veda in quel modo'. 'E' sempre stata molto riservata - ha ricordato il padre - ha sempre avuto molto pudore, non le piaceva che gli altri invadessero troppo la sua intimita'. Papa' Beppino ha fatto di tutto per convincere che non e' naturale costringere Eluana a vivere in quello stato. Ma non usera' mai una foto della figlia, immobile nel suo letto, al confine tra la vita e la morte.
'Ricordo alle giunte regionali che intenderanno sollevare la questione che l'obiezione di coscienza e' possibile solo quando e' consentita dalla legge. I casi previsti sono l'aborto e il servizio di leva. E noi non siamo ne' nella prima ne' nella seconda ipotesi'. Lo ha dichiarato in un'intervista a 'La Stampa', il professor Vittorio Angiolini, avvocato della famiglia Englaro. 'Per l'assistenza nelle strutture pubbliche e' indispensabile l'avallo del presidente e dell'assessore alla Sanita' regionale. Diverso e' il discorso per quelle private. E la vicenda andra' a finire che se le Regioni non rivedono le loro decisioni faro' ricorso al Tar. Chiedero' un risarcimento per danni morali e materiali perche' le loro ragioni non stanno in piedi. Parlo soprattutto della Lombardia che si e' espressa ufficialmente. La posizione del Friuli non mi pare ancora definita'. 'I giudici sono stati chiari e chiunque faccia il mio mestiere dovrebbe saperlo - ha concluso - Gia' Mortara, nella sezione del Commentario sui 'principi generali sull'esecuzione forzata', spiega inequivocabilmente che quando la sentenza riguarda un diritto, com'e' appunto quello di Eluana di rifiutare le cure, una pubblica amministrazione deve collaborare nell'esercizio delle sue competenze, anche quando la stessa sentenza non la coinvolge direttamente. Lo dice chiaro'.
LA CHIESA E LA POLITICA - 'Non pensavo che si potesse ripetere in Italia un caso come quello di Terry Schiavo'. Il cardinale Camillo Ruini commenta la decisione, 'tragicamente sbagliata', della cassazione. E lo associa a quello della donna della Florida, in coma dal '90 e morta nel 2005, quindici giorni dopo che i giudici avevano autorizzato la sospensione della alimentazione artificiale. Ruini dunque, intervenendo alla trasmissione televisiva 'A Sua Immagine', rilancia l'idea di consegnare Eluana alle cure delle suore che gia' la assistono e che si sono offerte di continuare a farlo. Alla base della pronuncia della cassazione, argomenta il porporato, 'c'e' un grande equivoco: guardare all'Eluana di oggi come se fosse quella di ieri, invece alla luce di quel che e' oggi, Eluana ha esigenze molto modeste, ha bisogno di un po' di cibo e di un po' di acqua'. Le suore 'la sentono viva' e l'atteggiamento della Chiesa 'non poteva essere diverso. Da sempre esistono case della carita' che accolgono persone che non hanno uso della ragione. Vengono assistite. A loro modo sono contente. La Chiesa non rinuncera' mai a fare questo, ne' a pregare per loro ne', infine, al suo impegno culturale e pubblico, affinche' l'uomo capisca di essere soggetto e non soltanto oggetto'. Alla 'grande tristezza e un certo smarrimento' di fronte alla decisione dei giudici, il porporato aggiunge la 'preoccupazione' 'certamente per la sorte concreta di Eluana ma potenzialmente anche per chi e' nelle stesse condizioni: c'e' il rischio che decisioni come questa spingano verso una concezione dell'uomo considerato come un oggetto'. Sulla stessa lunghezza d'onda - che e' poi quella affermata dalla Cei a poche ore dalla decisione della cassazione - si e' dichiarato oggi il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia: 'speriamo che all'ultimo momento ci si ripensi. Eluana e' in stato vegetativo ma non e' un vegetale, ha la sua dignita''. 'Mi sembra di avvertire un prolungamento dell'appello di Madre Teresa: non uccidete i bambini con l'aborto. Se non li volete dateli a me''. Intanto il presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso ha precisato la propria posizione sulla eventualita' di ricoverare Eluana in una clinica piemontese, per procedere al distacco delle macchine che la mantengono in stato vegetativo. 'A chi mi ha chiesto come mi comporterei se fossi chiamata a decidere sulla vicenda di Eluana ho risposto che, essendoci una sentenza, non potrei fare altro che applicarla. Fermo restando, comunque, che bisognerebbe trovare una struttura idonea e un medico disponibile'.
LA POLITICA E LA CHIESA- Mentre a distanza di cinque giorni dalla sentenza della Corte di cassazione continuano le polemiche sulla vicenda di Eluana Englaro, dal mondo politico si lanciano segnali per cercare un terreno di intesa tra le differenti posizioni sul testamento biologico e di tentare di accelerare l'iter legislativo. A dare un primo messaggio e' il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto che invoca una legge 'equilibrata che non porti all'eutanasia e non vanifichi le volonta' dell'interessato'. E per questo si trovi 'un terreno di intesa tra laici e cattolici'. 'E auspicabile dunque che i cattolici riflettano su questi elementi di fondo e facciano scelte legislative capaci di trovare con i laici un terreno d'intesa che sia rispettoso di tutti coloro che in materia non sostengono linee oltranziste'. Un invito alla riflessione sulle dichiarazioni del Cardinale Camillo Ruini che ha definito il caso Englaro come quello dell'americana Terry Schiavo, e' venuto dal senatore Maurizio Gasparri. 'Si rifletta sulle parole di Ruini, sulle sagge parole delle suore che vogliono prendersi cura di Eluana e si eviti un omicidio mediante sentenza. La legge va fatta e presto. Chiedero' martedi' che il Senato si dia tempi certi e rapidi. Si puo' decidere entro gennaio. Ma nel frattempo si evitino scelte irreparabili'. Terreno condiviso certo, dice il senatore Ignazio Marino del Pd ma 'e' auspicabile, visto che si e' atteso per quattro legislature e che questa maggioranza ha fatto un severo ostruzionismo al lavoro della commissione sanita', piu' che ad un corsa alla pubblicazione in Gazzetta di un testo si faccia una riflessione che unisca ascoltando le voci degli uni e degli altri e non spacchi il paese. E i sondaggi - aggiunge - dicono a questo proposito che le idee della popolazione sono piu' chiare e serene di quelle dei parlamentari'. 'Il legislatore deve intervenire per far si' che ciascuno decida in un sano rapporto dottore-paziente', afferma Roberto Di Giovan Paolo del Pd. Quanto all'iter del provvedimento e' il relatore Raffaele Calabro' (Pdl) a spiegare i passi dei prossimi giorni: si attende che venga depositato il decimo disegno di legge annunciato dai senatori Mantovano e Bianconi (Pdl) per poi aprire il dibattito e valutare se usare un testo come base di riferimento o se costruirne un altro recependo gli altri ddl. Nel merito Calabro' afferma che se esiste un ampio terreno comune rimangono punti nodali come l'idratazione e l'alimentazione e l'obiezione di coscienza del medico. E rispondendo alle dichiarazioni del senatore Gasparri che si augura di arrivare ad una legge oper gennaio Calabro' risponde: prendo quella data come un semplice auspicio'.
'Ricordo alle giunte regionali che intenderanno sollevare la questione che l'obiezione di coscienza e' possibile solo quando e' consentita dalla legge. I casi previsti sono l'aborto e il servizio di leva. E noi non siamo ne' nella prima ne' nella seconda ipotesi'. Lo ha dichiarato in un'intervista a 'La Stampa', il professor Vittorio Angiolini, avvocato della famiglia Englaro. 'Per l'assistenza nelle strutture pubbliche e' indispensabile l'avallo del presidente e dell'assessore alla Sanita' regionale. Diverso e' il discorso per quelle private. E la vicenda andra' a finire che se le Regioni non rivedono le loro decisioni faro' ricorso al Tar. Chiedero' un risarcimento per danni morali e materiali perche' le loro ragioni non stanno in piedi. Parlo soprattutto della Lombardia che si e' espressa ufficialmente. La posizione del Friuli non mi pare ancora definita'. 'I giudici sono stati chiari e chiunque faccia il mio mestiere dovrebbe saperlo - ha concluso - Gia' Mortara, nella sezione del Commentario sui 'principi generali sull'esecuzione forzata', spiega inequivocabilmente che quando la sentenza riguarda un diritto, com'e' appunto quello di Eluana di rifiutare le cure, una pubblica amministrazione deve collaborare nell'esercizio delle sue competenze, anche quando la stessa sentenza non la coinvolge direttamente. Lo dice chiaro'.
LA CHIESA E LA POLITICA - 'Non pensavo che si potesse ripetere in Italia un caso come quello di Terry Schiavo'. Il cardinale Camillo Ruini commenta la decisione, 'tragicamente sbagliata', della cassazione. E lo associa a quello della donna della Florida, in coma dal '90 e morta nel 2005, quindici giorni dopo che i giudici avevano autorizzato la sospensione della alimentazione artificiale. Ruini dunque, intervenendo alla trasmissione televisiva 'A Sua Immagine', rilancia l'idea di consegnare Eluana alle cure delle suore che gia' la assistono e che si sono offerte di continuare a farlo. Alla base della pronuncia della cassazione, argomenta il porporato, 'c'e' un grande equivoco: guardare all'Eluana di oggi come se fosse quella di ieri, invece alla luce di quel che e' oggi, Eluana ha esigenze molto modeste, ha bisogno di un po' di cibo e di un po' di acqua'. Le suore 'la sentono viva' e l'atteggiamento della Chiesa 'non poteva essere diverso. Da sempre esistono case della carita' che accolgono persone che non hanno uso della ragione. Vengono assistite. A loro modo sono contente. La Chiesa non rinuncera' mai a fare questo, ne' a pregare per loro ne', infine, al suo impegno culturale e pubblico, affinche' l'uomo capisca di essere soggetto e non soltanto oggetto'. Alla 'grande tristezza e un certo smarrimento' di fronte alla decisione dei giudici, il porporato aggiunge la 'preoccupazione' 'certamente per la sorte concreta di Eluana ma potenzialmente anche per chi e' nelle stesse condizioni: c'e' il rischio che decisioni come questa spingano verso una concezione dell'uomo considerato come un oggetto'. Sulla stessa lunghezza d'onda - che e' poi quella affermata dalla Cei a poche ore dalla decisione della cassazione - si e' dichiarato oggi il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia: 'speriamo che all'ultimo momento ci si ripensi. Eluana e' in stato vegetativo ma non e' un vegetale, ha la sua dignita''. 'Mi sembra di avvertire un prolungamento dell'appello di Madre Teresa: non uccidete i bambini con l'aborto. Se non li volete dateli a me''. Intanto il presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso ha precisato la propria posizione sulla eventualita' di ricoverare Eluana in una clinica piemontese, per procedere al distacco delle macchine che la mantengono in stato vegetativo. 'A chi mi ha chiesto come mi comporterei se fossi chiamata a decidere sulla vicenda di Eluana ho risposto che, essendoci una sentenza, non potrei fare altro che applicarla. Fermo restando, comunque, che bisognerebbe trovare una struttura idonea e un medico disponibile'.
LA POLITICA E LA CHIESA- Mentre a distanza di cinque giorni dalla sentenza della Corte di cassazione continuano le polemiche sulla vicenda di Eluana Englaro, dal mondo politico si lanciano segnali per cercare un terreno di intesa tra le differenti posizioni sul testamento biologico e di tentare di accelerare l'iter legislativo. A dare un primo messaggio e' il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto che invoca una legge 'equilibrata che non porti all'eutanasia e non vanifichi le volonta' dell'interessato'. E per questo si trovi 'un terreno di intesa tra laici e cattolici'. 'E auspicabile dunque che i cattolici riflettano su questi elementi di fondo e facciano scelte legislative capaci di trovare con i laici un terreno d'intesa che sia rispettoso di tutti coloro che in materia non sostengono linee oltranziste'. Un invito alla riflessione sulle dichiarazioni del Cardinale Camillo Ruini che ha definito il caso Englaro come quello dell'americana Terry Schiavo, e' venuto dal senatore Maurizio Gasparri. 'Si rifletta sulle parole di Ruini, sulle sagge parole delle suore che vogliono prendersi cura di Eluana e si eviti un omicidio mediante sentenza. La legge va fatta e presto. Chiedero' martedi' che il Senato si dia tempi certi e rapidi. Si puo' decidere entro gennaio. Ma nel frattempo si evitino scelte irreparabili'. Terreno condiviso certo, dice il senatore Ignazio Marino del Pd ma 'e' auspicabile, visto che si e' atteso per quattro legislature e che questa maggioranza ha fatto un severo ostruzionismo al lavoro della commissione sanita', piu' che ad un corsa alla pubblicazione in Gazzetta di un testo si faccia una riflessione che unisca ascoltando le voci degli uni e degli altri e non spacchi il paese. E i sondaggi - aggiunge - dicono a questo proposito che le idee della popolazione sono piu' chiare e serene di quelle dei parlamentari'. 'Il legislatore deve intervenire per far si' che ciascuno decida in un sano rapporto dottore-paziente', afferma Roberto Di Giovan Paolo del Pd. Quanto all'iter del provvedimento e' il relatore Raffaele Calabro' (Pdl) a spiegare i passi dei prossimi giorni: si attende che venga depositato il decimo disegno di legge annunciato dai senatori Mantovano e Bianconi (Pdl) per poi aprire il dibattito e valutare se usare un testo come base di riferimento o se costruirne un altro recependo gli altri ddl. Nel merito Calabro' afferma che se esiste un ampio terreno comune rimangono punti nodali come l'idratazione e l'alimentazione e l'obiezione di coscienza del medico. E rispondendo alle dichiarazioni del senatore Gasparri che si augura di arrivare ad una legge oper gennaio Calabro' risponde: prendo quella data come un semplice auspicio'.
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