Englaro. Fiaccolate contrapposte a Lecco
Due iniziative con al centro la vicenda di Eluana, una a sostegno della vita e l'altra in difesa della 'liberta' di lasciarsi morire, sono in programma per il prossimo fine settimana a Lecco.
Per sabato il Centro Aiuto alla Vita e l'Associazione Solidarieta' Liberta' Giustizia e Pace hanno organizzato una fiaccolata che partira' dal lungolago, davanti alla basilica di San Nicolo', per poi terminare davanti alla clinica Betato Luigi Talamoni, dove la donna e' ricoverata.
La manifestazione ha l'obiettivo di 'sollecitare il Governo - e' stato spiegato in una nota - ad approvare un decreto legge che salvi la vita a Eluana, dichiarando chiaramente che alimentazione e idratazione assistita non costituiscono trattamento terapeutico'.
Di segno opposto e' invece l'altra fiaccolata, quella in calendario per il tardo pomeriggio del giorno dopo, domenica 18 gennaio, a 17 anni esatti di distanza dal tragico incidente che ha costretto Eluana a vivere relegata a un letto di ospedale, nutrita attraverso sondino e flebo.
La manifestazione, a cui partecipera' Silvio Viale il ginecologo noto per il suo sostegno alla pillola del giorno dopo (RU486), verra' presentata domani pomeriggio nella sede della cellula Coscioni di Lecco. Prima dell'inzio del corteo, previsto attorno alle 17.30, si terra' una 'maratona oratoria': chi lo vorra' potra' eprimere la propria opinione sul caso che ha avuto il merito di riportare alla ribalta il dibattito sul testamento biologico.
Intanto, nella vicenda, si affaccia un'altra tappa: e' stata fissata per il prossimo 22 gennaio, davanti alla terza sezione del Tar della Lombardia, l'udienza relativa all'istanza di sospensiva del provvedimento con cui la Regione mesi fa ha vietato al personale sanitario di tutte le strutture lombarde, pubbliche e private, di rendere esecutivo il decreto con cui la della Corte d'Appello civile di Milano ha autorizzato il padre a interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali che tengono in vita la figlia.
L'istanza cautelare e' stata depositata al Tar della Lombardia dal signor Englaro lo scorso 31 dicembre. A novembre era gia' stato presentato un ricorso, con riserva di richiesta di sospensiva, contro la decisione dalla direzione generale dell'assessorato alla sanita'.
L'udienza di settimana prossima pero' potrebbe anche slittare se non addirittura saltare. Dipende dal verdetto, previsto fra due o tre giorni, della della casa di cura Citta' di Udine.
Se dovesse essere positivo - e quindi Eluana accolta per la sospensione del trattamento vitale - Beppino Englaro, si presuppone, potrebbe esercitare la facolta' di rinunciare all'istanza.
In caso contrario potrebbe anche chiedere un semplice rinvio o un rinvio per la decisione nel merito, e prendere cosi' tempo per cercare una nuova struttura, forse in Piemonte o in Emilia Romagna, disponibile al ricovero di Eluana.
ALTRI COMMENTI
'Temo proprio che la risposta della clinica Citta' di Udine sara' negativa'. Lo ha detto l'avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana Englaro, interpellata sui tempi che la struttura friulana si sta prendendo per decidere se accogliere o meno la donna in stato vegetativo permanente da 17 anni.
'Temo che alla fine la clinica accogliera' le direttive del ministro Sacconi - ha aggiunto Alessio - altrimenti non si spiegano tutti questi rinvii e questa necessita' di continuare ad esaminare e riesaminare cio' che il ministro ha scritto'.
'Trovo comunque che sia assurdo e penoso tenere per tanto tempo in sospeso il tutto - ha aggiunto - Sarebbe stato meglio quasi avere subito un rifiuto, cosi' avremmo cercato altre strade'.
Eluana Englaro avrebbe dovuto essere trasferita da Lecco, dove si trova ricoverata d 14 anni nella casa di cura Beato Luigi Talamoni, a Udine il 16 dicembre scorso. Ma all'ultimo momento l'iter era stato sospeso per l'intervento di Sacconi.
"Condivido con Errani che l'atto del ministro Sacconi sullo stato vegetativo e' inefficace nel caso di Eluana e che Stato e Regione non possano interferire. Per cui uno stop della clinica, che e' una questione interna, sarebbe legato a logiche private". Lo afferma il governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, al "Messaggero Veneto" di Udine dopo che ieri erano trapelate indiscrezioni sulla decisione del cda della casa di cura "Citta' di Udine" che sarebbe pronto a respingere la richiesta di ricovero della donna in stato vegetativo da diciassette anni.
Un comunicato da parte dell'ad Riccobon e' atteso da un'ora all'altra. Il timore piu' forte, fra i soci privati della struttura udinese, e' quello di ripercussioni da Roma e di pressioni sulla giunta regionale per mettere i bastoni fra le ruote alla clinica. Anche l'assessore regionale alla sanita' Vladimiro Kosic, che si era espresso contro la sospensione dell'alimentazione artificiale autorizzata dalla Cassazione, precisa che non ci saranno atti contro la clinica: "Non e' nel mio stile fare ripercussioni - spiega l'assessore al quotidiano friulano - anche se penso che una sentenza non faccia un Paese".
Le strutture sanitarie sono per la cura, non per la morte e di questo sembra 'finalmente rendersi conto la casa di cura citta' di Udine'. A dichiararlo e' il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano.
'Come ha chiarito l'atto di indirizzo del 16 dicembre 2008 del Ministro Sacconi, l'interruzione della alimentazione di Eluana Englaro - sottolinea Mantovano - negherebbe a una disabile il diritto di godere senza discriminazioni del migliore stato di salute possibile, in palese contrasto con l'art. 25 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilita''.
'La direzione della Casa di Cura Citta' di Udine - prosegue - sembra rendersi finalmente conto che scopo delle strutture sanitarie e' la cura del malato, e non la sua morte'.
'Se tanti si ritraggono di fronte alla prospettiva di concorrere a interrompere l'alimentazione di Eluana e' perche' avvertono che di tratta di un atto contro la vita e contro la speranza. Il fatto che - conclude Mantovano - il padre di Eluana finora non abbia potuto attuare il suo proposito rivela la profonda umanita' che ancora si manifesta nella societa' italiana'.
Per sabato il Centro Aiuto alla Vita e l'Associazione Solidarieta' Liberta' Giustizia e Pace hanno organizzato una fiaccolata che partira' dal lungolago, davanti alla basilica di San Nicolo', per poi terminare davanti alla clinica Betato Luigi Talamoni, dove la donna e' ricoverata.
La manifestazione ha l'obiettivo di 'sollecitare il Governo - e' stato spiegato in una nota - ad approvare un decreto legge che salvi la vita a Eluana, dichiarando chiaramente che alimentazione e idratazione assistita non costituiscono trattamento terapeutico'.
Di segno opposto e' invece l'altra fiaccolata, quella in calendario per il tardo pomeriggio del giorno dopo, domenica 18 gennaio, a 17 anni esatti di distanza dal tragico incidente che ha costretto Eluana a vivere relegata a un letto di ospedale, nutrita attraverso sondino e flebo.
La manifestazione, a cui partecipera' Silvio Viale il ginecologo noto per il suo sostegno alla pillola del giorno dopo (RU486), verra' presentata domani pomeriggio nella sede della cellula Coscioni di Lecco. Prima dell'inzio del corteo, previsto attorno alle 17.30, si terra' una 'maratona oratoria': chi lo vorra' potra' eprimere la propria opinione sul caso che ha avuto il merito di riportare alla ribalta il dibattito sul testamento biologico.
Intanto, nella vicenda, si affaccia un'altra tappa: e' stata fissata per il prossimo 22 gennaio, davanti alla terza sezione del Tar della Lombardia, l'udienza relativa all'istanza di sospensiva del provvedimento con cui la Regione mesi fa ha vietato al personale sanitario di tutte le strutture lombarde, pubbliche e private, di rendere esecutivo il decreto con cui la della Corte d'Appello civile di Milano ha autorizzato il padre a interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali che tengono in vita la figlia.
L'istanza cautelare e' stata depositata al Tar della Lombardia dal signor Englaro lo scorso 31 dicembre. A novembre era gia' stato presentato un ricorso, con riserva di richiesta di sospensiva, contro la decisione dalla direzione generale dell'assessorato alla sanita'.
L'udienza di settimana prossima pero' potrebbe anche slittare se non addirittura saltare. Dipende dal verdetto, previsto fra due o tre giorni, della della casa di cura Citta' di Udine.
Se dovesse essere positivo - e quindi Eluana accolta per la sospensione del trattamento vitale - Beppino Englaro, si presuppone, potrebbe esercitare la facolta' di rinunciare all'istanza.
In caso contrario potrebbe anche chiedere un semplice rinvio o un rinvio per la decisione nel merito, e prendere cosi' tempo per cercare una nuova struttura, forse in Piemonte o in Emilia Romagna, disponibile al ricovero di Eluana.
ALTRI COMMENTI
'Temo proprio che la risposta della clinica Citta' di Udine sara' negativa'. Lo ha detto l'avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana Englaro, interpellata sui tempi che la struttura friulana si sta prendendo per decidere se accogliere o meno la donna in stato vegetativo permanente da 17 anni.
'Temo che alla fine la clinica accogliera' le direttive del ministro Sacconi - ha aggiunto Alessio - altrimenti non si spiegano tutti questi rinvii e questa necessita' di continuare ad esaminare e riesaminare cio' che il ministro ha scritto'.
'Trovo comunque che sia assurdo e penoso tenere per tanto tempo in sospeso il tutto - ha aggiunto - Sarebbe stato meglio quasi avere subito un rifiuto, cosi' avremmo cercato altre strade'.
Eluana Englaro avrebbe dovuto essere trasferita da Lecco, dove si trova ricoverata d 14 anni nella casa di cura Beato Luigi Talamoni, a Udine il 16 dicembre scorso. Ma all'ultimo momento l'iter era stato sospeso per l'intervento di Sacconi.
"Condivido con Errani che l'atto del ministro Sacconi sullo stato vegetativo e' inefficace nel caso di Eluana e che Stato e Regione non possano interferire. Per cui uno stop della clinica, che e' una questione interna, sarebbe legato a logiche private". Lo afferma il governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, al "Messaggero Veneto" di Udine dopo che ieri erano trapelate indiscrezioni sulla decisione del cda della casa di cura "Citta' di Udine" che sarebbe pronto a respingere la richiesta di ricovero della donna in stato vegetativo da diciassette anni.
Un comunicato da parte dell'ad Riccobon e' atteso da un'ora all'altra. Il timore piu' forte, fra i soci privati della struttura udinese, e' quello di ripercussioni da Roma e di pressioni sulla giunta regionale per mettere i bastoni fra le ruote alla clinica. Anche l'assessore regionale alla sanita' Vladimiro Kosic, che si era espresso contro la sospensione dell'alimentazione artificiale autorizzata dalla Cassazione, precisa che non ci saranno atti contro la clinica: "Non e' nel mio stile fare ripercussioni - spiega l'assessore al quotidiano friulano - anche se penso che una sentenza non faccia un Paese".
Le strutture sanitarie sono per la cura, non per la morte e di questo sembra 'finalmente rendersi conto la casa di cura citta' di Udine'. A dichiararlo e' il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano.
'Come ha chiarito l'atto di indirizzo del 16 dicembre 2008 del Ministro Sacconi, l'interruzione della alimentazione di Eluana Englaro - sottolinea Mantovano - negherebbe a una disabile il diritto di godere senza discriminazioni del migliore stato di salute possibile, in palese contrasto con l'art. 25 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilita''.
'La direzione della Casa di Cura Citta' di Udine - prosegue - sembra rendersi finalmente conto che scopo delle strutture sanitarie e' la cura del malato, e non la sua morte'.
'Se tanti si ritraggono di fronte alla prospettiva di concorrere a interrompere l'alimentazione di Eluana e' perche' avvertono che di tratta di un atto contro la vita e contro la speranza. Il fatto che - conclude Mantovano - il padre di Eluana finora non abbia potuto attuare il suo proposito rivela la profonda umanita' che ancora si manifesta nella societa' italiana'.
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