L'eta' per la pensione e la ricchezza di un Paese
Se non si mette mano alla previdenza sociale, in particolare alla pensione obbligatoria (AVS), entro il 2050 il potere d'acquisto della popolazione svizzera e' destinato a ridursi del 20%. Lo hanno calcolato tre esperti della Scuola Superiore d'Economia di San Gallo su incarico del Governo.
Nei prossimi quattro decenni, l'aspettativa di vita degli uomini salira' da 79 a 85 anni e quella delle donne da 84 a 90. Se oggi quattro persone attive fino a 64 anni mantengono un pensionato, nel 2050 il peso gravera' su due soltanto. Quindi, per conservare un tenore di vita come quello odierno bisogna che piu' persone anziane continuino a lavorare, altrimenti il potere d'acquisto perde un quinto del suo valore. L'analisi, la prima di questo tipo, ha valutato quanto le riforme del mercato del lavoro e dello stato sociale siano in grado di compensare la perdita di ricchezza dovuta all'invecchiamento. Ebbene, portando l'eta' della pensione a 68 anni si potrebbe dimezzare la perdita di potere d'acquisto -sarebbe del 10% e non del 20%. Detto in altro modo: per ogni anno di vita in piu' bisognerebbe differire la quiescenza di 9,2 mesi. Se oggi il 40% delle persone dai 60 ai 70 anni lavora ancora, nel 2050 lo dovrebbe fare l'80% per mantenere l'attuale benessere economico generale.
L'allungamento dell'eta' pensionabile non e' l'unica misura suggerita dagli autori, ma e' la principale.
Nei prossimi quattro decenni, l'aspettativa di vita degli uomini salira' da 79 a 85 anni e quella delle donne da 84 a 90. Se oggi quattro persone attive fino a 64 anni mantengono un pensionato, nel 2050 il peso gravera' su due soltanto. Quindi, per conservare un tenore di vita come quello odierno bisogna che piu' persone anziane continuino a lavorare, altrimenti il potere d'acquisto perde un quinto del suo valore. L'analisi, la prima di questo tipo, ha valutato quanto le riforme del mercato del lavoro e dello stato sociale siano in grado di compensare la perdita di ricchezza dovuta all'invecchiamento. Ebbene, portando l'eta' della pensione a 68 anni si potrebbe dimezzare la perdita di potere d'acquisto -sarebbe del 10% e non del 20%. Detto in altro modo: per ogni anno di vita in piu' bisognerebbe differire la quiescenza di 9,2 mesi. Se oggi il 40% delle persone dai 60 ai 70 anni lavora ancora, nel 2050 lo dovrebbe fare l'80% per mantenere l'attuale benessere economico generale.
L'allungamento dell'eta' pensionabile non e' l'unica misura suggerita dagli autori, ma e' la principale.
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