Fecondazione. Con ricerca embrioni in gioco salute collettiva. Ass. Coscioni
"Il divieto di ricerca scientifica sugli embrioni contenuto nella legge 40 influisce sulla salute non singola, ma collettiva. D'altronde si tratta embrioni non idonei alla gravidanza e solo questa normativa vieta le sperimentazioni, tanto è vero che esse sono consentite su cellule staminali embrionali importate dall'estero". A ricordarlo Filomena Gallo, avvocato della coppia che è ricorsa, tramite ordinanza del tribunale di Firenze, alla Corte costituzionale per eliminare il divieto di test sugli embrioni abbandonati dopo cicli di fecondazione assistita. Al termine dell'udienza odierna alla Consulta, Gallo ha sottolineato: "?La ricerca e le leggi non sempre camminano di pari passo, devono esserci aggiornamenti, che non ci sono stati negli ultimi 12 anni. La questione inoltre non entra in conflitto con i poteri del Parlamento perché se il governo volesse con un atto immediato potrebbe rimuovere questo divieto. Pensiamo infine che in Italia c'è una legge che consente l'aborto e il feto può finire nei laboratori di ricerca, perché non consentirlo anche per gli embrioni?". "La Corte - aggiunge l'avvocato Gianni Baldini - non è chiamata a bilanciare il diritto alla vita degli embrioni e alla ricerca, è un falso assioma perché l'embrione in questione non è vitale e non potrebbe mai svilupparsi. Porterebbe senz'altro a un aborto spontaneo". A sottolineare la natura di questi embrioni anche l'avvocato Massimo Clara: "Questo divieto, del tutto irrazionale, riguarda embrioni malati e inidonei a fini procreativi, destinati al congelamento per l'eternità".
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