Fine vita. Legge anche in Umbria. Le prospettive secondo Ass. Coscioni
Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato “Liberi Subito”. È la quinta Regione italiana a farlo, dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto.
Oggi 15,4 milioni di persone, più di un italiano su quattro, vivono in Regioni che hanno adottato regole per garantire tempi e procedure certi nell'accesso all'aiuto medico alla morte volontaria, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla Corte costituzionale.
È una conquista importante. Ma c'è un punto che vogliamo ribadire con forza: il diritto all'aiuto medico alla morte volontaria esiste già in tutta Italia, non soltanto nelle cinque Regioni che hanno approvato Liberi Subito.
La sentenza “Cappato-Antoniani” della Corte costituzionale ha individuato le condizioni in cui l'aiuto medico alla morte volontaria non è punibile. Eppure, dove mancano regole chiare per la sua attuazione, le aziende sanitarie sono costrette a improvvisare procedure, lasciando le persone malate e i medici nell'incertezza.
È per mettere fine a questo caos che abbiamo promosso Liberi Subito.
E per noi la vittoria in Umbria ha un significato particolare: è la terra di Luca Coscioni e di Laura Santi.
Nel febbraio 2025 fu proprio Laura, dalla sua casa di Perugia, ad annunciare che avremmo portato “Liberi Subito” anche qui. Ci scrisse: «In Umbria, nessuno deve passare quello che ho passato io!».
Laura aveva dovuto aspettare quasi tre anni - tra ricorsi, denunce e silenzi da parte della sua azienda sanitaria - per vedere rispettato un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale.
Eppure, anche mentre affrontava la sua battaglia personale, continuava a lottare perché nessun altro dovesse vivere la stessa esperienza.
Il 9 luglio 2025, nonostante la malattia e la spossatezza, volle annunciare personalmente il raggiungimento delle 3.000 firme necessarie per presentare la legge.
Disse: «se riusciamo a far approvare questa legge, non ci saranno più tante Laura Santi costrette a subire un calvario di tre anni per vedersi riconosciuto un diritto».
Dodici giorni dopo, il 21 luglio, Laura ha potuto essere aiutata a morire senza soffrire. Non ha fatto in tempo a vedere il deposito delle 4.801 firme e non ha potuto assistere all’approvazione della legge.
Ma questa vittoria è anche sua. E di suo marito Stefano Massoli, delle persone che hanno firmato, di chi ha organizzato i banchetti, raccolto e autenticato le firme, delle nostre Cellule Coscioni e di tutte le persone che hanno sostenuto questa battaglia.
Cinque Regioni hanno approvato Liberi Subito. Ma non possiamo fermarci qui.
In altre nove Regioni – Liguria, Campania, Molise, Marche, Sicilia, Puglia, Lombardia, Piemonte e Lazio – abbiamo già depositato la proposta e l'iter è ancora in corso. In Calabria ci prepariamo al deposito delle firme il 30 ottobre.
Chiediamo a tutti questi Consigli regionali di accelerare: non è più accettabile che le persone e i medici siano lasciati senza garanzie, mentre un diritto riconosciuto a livello nazionale resta così difficile da esercitare.
Nel frattempo, Parlamento e Governo continuano a sottrarsi alle proprie responsabilità. In particolare, il Parlamento continua a violare l'obbligo di discutere la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per l'Eutanasia Legale.
Non possiamo aspettare che le istituzioni nazionali decidano finalmente di intervenire per rendere effettivi i diritti riconosciuti dalla Corte costituzionale.
Per questo continueremo a mobilitarci nelle Regioni, a chiedere che le proposte popolari siano discusse e votate e ad assistere le persone che vogliono conoscere ed esercitare i propri diritti di fine vita, anche attraverso il nostro Numero Bianco (06 9931 3409).
Laura ci aveva chiesto di ricordarla e di non arrenderci mai, anche quando sembra impossibile.
Oggi la ricordiamo così: con una legge che porta avanti la sua battaglia e che potrà risparmiare ad altre persone le sofferenze che lei ha dovuto affrontare.
Ma il modo migliore per onorare quella lotta è continuare a portarla avanti, finché il diritto all'aiuto medico alla morte volontaria non potrà essere esercitato con tempi e procedure certi in tutta Italia.
Filomena Gallo - Associazione Luca Coscioni