Venerdì 24 luglio 2026
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Fine vita. Emilia Romagna approva legge

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Ieri l’Emilia-Romagna è diventata la terza Regione italiana a garantire con una legge l’attuazione pratica del diritto di una persona malata a scegliere come e quando porre fine alle proprie sofferenze.
 

Dopo Toscana e Sardegna, un altro pezzo d’Italia afferma ad alta voce che chi soffre in modo irreversibile ha diritto a procedure chiare, rapide e dignitose. Non un favore, ma un diritto già scolpito nelle sentenze della Corte costituzionale, che pure, proprio oggi, ha preferito non ampliare i criteri di accesso all’aiuto a morire.
 

La legge dell’Emilia Romagna ricalca il testo che abbiamo scritto noi e portato, firma dopo firma e Consiglio dopo Consiglio, in tutta Italia con la campagna “Liberi Subito”. Oggi la nostra proposta conquista un’altra Regione.
 

Fermiamoci su un numero, perché racconta tutto. Le 8 Aziende Sanitarie Locali dell’Emilia-Romagna si aggiungono alle 11 di Toscana e Sardegna: oggi 19 ASL italiane garantiscono una via certa a chi chiede di morire senza altra agonia. Un anno fa erano zero.
 

Dietro ognuna di quelle sigle c’è una persona che non dovrà più aspettare mesi o partire per la Svizzera per essere libera di scegliere sulla propria vita.
 

E la marcia continua: “Liberi Subito” è già depositata, in discussione o in raccolta firme in altre 16 Regioni.

Ogni approvazione, però, non conta solo per la Regione che la ottiene. Conta per tutta l’Italia.
 

Ogni legge regionale dimostra, infatti, che dare attuazione a questo diritto è possibile, concreto e già in funzione. Non un’ipotesi, ma una realtà che funziona.
 

Più Regioni conquistiamo, più forte sarà la spinta perché altre lo facciano, più difficile sarà per il Parlamento cancellare i diritti.
 

E qui sta il punto più importante.
 

Mentre le Regioni corrono, il Governo ha presentato una proposta di legge nazionale che va nella direzione opposta. Non allarga il diritto: lo soffoca.
 

È un testo pensato per svuotare le sentenze della Corte costituzionale, fare fuori il ruolo del Servizio sanitario nazionale e delle Regioni, restringere i criteri per l’accesso all’aiuto alla morte volontaria al punto di renderlo quasi impossibile.. Una legge nazionale che potrebbe spazzare via, in un colpo solo, ciò che le Regioni stanno costruendo pezzo dopo pezzo.
 

Più le nostre leggi regionali si moltiplicano, più quel progetto diventa devastante: servirebbe a cancellarle e a riportare indietro un Paese che stava andando avanti.
 

Vogliono spacciare l’ostruzionismo per prudenza. È un tradimento della Costituzione, dei cittadini e di chi sta soffrendo mentre leggi queste righe.
 

Noi non staremo a guardare.
 

Ogni Regione in più è un mattone contro il muro che vogliono tirarci addosso. Rende più insostenibile il piano di chi in Parlamento vorrebbe azzerare tutto.
 

È una corsa contro il tempo, con la legislatura che volge al termine: dobbiamo costruire più in fretta di quanto loro riescano a distruggere.

 

(Associazione Luca Coscioni)

 

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