Martedì 9 giugno 2026
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Francia. Istituzioni e associazioni presentano un bilancio positivo dei trattamenti sostitutivi

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Per la prima volta in Francia, si e' tenuta a Lyon, lo scorso 23 e 24 giugno, una conferenza sulle terapie di trattamento per le persone dipendenti da oppiacei. Organizzata dalla federazione francese di dipendenza (FFA), con la partecipazione dell'Agence Nationale d'Accréditation et d'évaluation en santé (Anaes), questo incontro pluridisciplinare ha cercato di fare il punto delle conoscenze e formulare delle raccomandazioni, nonche' e' stata occasione per delineare un bilancio positivo del ricorso ai farmaci -metadone e buprenorfina- per sostituire l'eroina dei tossicodipendenti ed evitare loro l'astinenza. La conferenza ha anche passato in rassegna la carenza delle norme francesi, studiandone i mezzi per migliorarle.
La Francia non e' stata pioniere in materia. A differenza degli Usa, che hanno utilizzato il metadone fin dagli anni '60, questi trattamenti sono stati utilizzati in Francia solo a partire dal 1994 per il metadone, e dal 1996 per la buprenorfina. Nel 1994 il Belgio aveva organizzato una conferenza sui trattamenti sostitutivi. Si e' dovuto aspettare dieci anni perche' altrettanto accadesse in Francia, dove si e' sottoposti alle norme della legge del 1979 sugli stupefacenti e dove la definizione della politica in materia di droghe e tossicodipendenza sono diversi mesi che aspetta un cenno da parte del Governo.
Rispetto alle epidemie di Aids e all'ampia diffusione di questo contagio presso i tossicodipendenti, la Francia sta ora operando, con una impegno senza precedenti, una politica innovatrice di prescrizioni grazie ai farmaci come la buprenorfina ad alto dosaggio (BHD). Rispetto ai 150/180 mila che sono dipendenti da oppiacei, 100 mila seguono i trattamenti sostituivi. La buprenorfina e' il farmaco piu' utilizzato: 85 mila assumono BHD, 15 mila metadone. Quest'ultimo deve essere inizialmente prescritto da un servizio specializzato. In entrambi i casi, il rispetto della prescrizione e' soddisfacente: tra il 60 e il 70% sono corrette, con un tasso percentuale analogo a quello delle generiche malattie croniche.
Diversi di coloro che sono intervenuti alla conferenza hanno sottolineato il bilancio positivo dell'uso dei trattamenti sostitutivi negli ultimi dieci anni. Jean-Michel Coste, direttore dell'"Observatoir français des drogues et des toxicomanies", ha sottolineato "l'impatto sanitario decisamente favorevole", con la conseguente "diminuzione rilevante delle morti per overdose". E inoltre "il miglioramento del ricorso alle cure e l'aiuto dei trattamenti sostitutivi nel processo di reinserimento sociale".
Anche sul piano economico il bilancio e' positivo. In otto anni, tra il 1996 e il 2003, piu' di 3.500 vite sono state salvate, con un costo di 1,6 miliardi di euro per i trattamenti, ha fatto sapere Pierre Kopp dell'Universita' Panthéon-Sorbonne di Parigi. I trattamenti sostituitivi hanno consentito di ridurre il costo sociale della tossicodipendenza (meno cure e meno carcere, etc), per qualcosa come 595 milioni di euro.
Diversi interventi hanno sottolineato come nella realta' non esista la liberta' di scelta del paziente. Nel 2002, otto dipartimenti non avevano centri specializzati in cure contro la tossicodipendenza, e undici non avevano centri in grado di praticare i trattamenti sostitutivi. Il lavoro coordinato e' ancora insufficiente. Una certa mancanza di affiatamento si verifica tra psichiatri e medici generalisti, e spesso le turbe psichiatriche dei tossicodipendenti non vengono curate. Mancano anche proposte di ricovero terapeutico.
Le prescrizioni multiple, che mettono insieme i trattamenti sostitutivi a quelli psicotropi, non sono rari, ha deplorato il dottor Bertrand Lebeau (Bagnolet, Seine-Saint-Denis). Per lottare contro le cattive pratiche, l'Anaes mettera' sul proprio sito Internet (www.anaes.fr) alcune indicazioni destinate ai professionisti della sanita'.
Secondo il presidente del comitato organizzatore della conferenza, il dottor Alain Morel, della "Fédération française d'addictologie", questa conferenza "fara' uscire i consumatori di droghe e i trattamenti sostitutivi dalla segregazioni in cui sono stati mantenuti".
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