Mercoledì 10 giugno 2026
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Gb. Aiuti all’Afghanistan? Promesse non mantenute

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La Gran Bretagna avrebbe abbandonato i piani per l'eliminazione delle colture di papavero in Afghanistan, malgrado si presuma di avere il raccolto piu' abbondante degli ultimi anni. La dogana e la polizia stanno, invece, rinforzando i controlli per l'arrivo, annunciato nei prossimi mesi, di carichi di eroina dal Paese asiatico.
Due mesi dopo l'attacco alle torri gemelle e dopo il crollo del regime talebano, il premier Tony Blair promise aiuti per la soppressione del commercio illegale in quel Paese. Gli Stati Uniti si sono impegnati per 600 milioni di sterline (864 milioni di euro) al mese per le operazioni militari, mentre gli inglesi solo con 70 (100 milioni di euro), distribuiti in tre anni per costruire una forza anti-droga. Quanto promesso, pero', ancora non e' stato investito e contemporaneamente la produzione e' aumentata del 1.400%.
Mirwais Yasimi, capo del Counter Narcotics Directorate di Kabul, ha affermato "Ritenevo che il premier inglese facesse di piu'. Abbiamo bisogno di fondi e di assistenza. Non c'e nulla che il Governo afgano possa fare da solo. I miei uomini fanno molto, ma il sostegno economico e' insufficiente; non e' comparabile con i fondi destinati alla guerra al terrorismo".
Lo scorso anno la Gran Bretagna risarci' con 800 sterline (1150 euro) ad ettaro i contadini che eradicavano le coltivazioni di oppio, ma quel programma e' stato abbandonato. Organi ufficiali inglesi riportano che quella politica e' stata sostituita con una di lotta ai crimini connessi alla droga.
L'ingegnere Abdul Ghoss, uno dei 20 uomini ai comandi di Yasimi, ha dichiarato "Non abbiamo macchine, benzina, radio, telefoni e computer. Abbiamo sentito che il Governo inglese vorrebbe interrompere il commercio illegale. Alcuni agenti sono stati mandati e la scorsa settimana e' venuto il ministro per gli Affari Esteri Bill Ramell. Sono stati promessi aiuti, ma fin'ora non abbiamo ricevuto nulla".
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