Gb. Drugscope: allarme per la ripresa della produzione di oppio in Afghanistan
La coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan -Paese che fino a poco tempo fa era il primo produttore mondiale di oppio- e' cresciuta di oltre 2.000 tonnellate dalla caduta del regime dei Taliban, quasi un anno fa. Lo rivela uno studio pubblicato in Gran Bretagna dall'istituto 'DrugScope', nel quale si sottolinea la necessita' di ricostruire la rete di infrastrutture nell'instabile Paese asiatico e di incentivare i contadini a riconvertire la loro produzione abbandonando la redditizia coltura del papavero, ufficialmente al bando durante il regime dei Taliban.
"Se dobbiamo fermare il ritorno alla produzione di oppio a pieno ritmo, la comunita' internazionale deve mettere in pratica il suo impegno ad aiutare la ricostruzione della societa' afghana, fornendo alle comunita' locali e agli individui la possibilita' di compiere scelte alternative".
DrugScope prevede che la produzione di oppio afghano nel 2002 potra' oscillare fra le 1.900 e le 2.700 tonnellate contro le 185 prodotte nel 2001.
"Se dobbiamo fermare il ritorno alla produzione di oppio a pieno ritmo, la comunita' internazionale deve mettere in pratica il suo impegno ad aiutare la ricostruzione della societa' afghana, fornendo alle comunita' locali e agli individui la possibilita' di compiere scelte alternative".
DrugScope prevede che la produzione di oppio afghano nel 2002 potra' oscillare fra le 1.900 e le 2.700 tonnellate contro le 185 prodotte nel 2001.
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