Venerdì 12 giugno 2026
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Gb. Nel Tamigi due chili di cocaina al giorno

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Nelle acque del Tamigi ogni giorno finiscono due chili di cocaina, segno che i londinesi quotidianamente consumano 150.000 strisce di polvere bianca. Lo hanno scoperto gli scienziati dell'Istituto Mario Negri di Milano che gia' qualche mese fa avevano fatto l'antidoping al Po con risultati perfino piu' allarmanti: nel fiume piu' lungo d'Italia i chili di cocaina rilevati sono quattro.
L'inchiesta sulle acque del Tamigi e' stata commissionata dal domenicale britannico Sunday Telegraph che oggi ne riporta i risultati, sottolineando che il consumo di cocaina a Londra risulta cosi' 15 volte superiore alle stime del ministero degli Interni. In pratica quattro londinesi su 100 farebbero uso regolare dello stupefacente, come dire 250.000 persone sui sei milioni di residenti della capitale.
La cocaina ha un metabolita, la benzoilecgonina, particolarmente stabile e quindi facile da rintracciare nell'acqua. Chi usa questa droga la espelle con l'urina per il 5-6% come cocaina pura e per il 50% come metabolita. Quindi, con degli apparecchi sofisticati e' possibile trovarne le tracce nelle acque dei fiumi o dei depuratori e calcolarne il consumo.
I dottori Chiara Chiabrando, Sara Castiglioni ed Ettore Zuccato a bordo di un battello, chiamato Watchdog, hanno navigato sul Tamigi prendendo campioni in vari siti, cominciando dall'impianto di depurazione di Twicknham, sud-ovest di Londra, che tratta gli scarichi delle case di 1,8 milioni di londinesi.
Hanno poi proseguito verso est, facendo altri prelievi a Becktown, un altro impianto di depurazione che serve un'area dove vivono 3,7 milioni di persone. I campioni sono stati poi portati a Milano ed analizzati nei laboratori dell'Istituto Mario Negri, che da tempo opera nel settore dell'inquinamento ambientale da farmaci.
Il consumo di cocaina in Gran Bretagna, come del resto anche in Italia, e' notevolmente aumentato negli ultimi anni, anche grazie alla diminuzione del prezzo. A Londra sette anni fa un grammo di polvere bianca costava 100 euro, adesso ne costa 60, secondo un portavoce del gruppo DrugScope.
La cocaina e' popolare anche perche' molti la considerano una droga che non uccide, ma a sentire gli esperti non e' cosi'. Da una recente ricerca e' emerso che il 10% dei pazienti trattati nell'ospedale St Mary's di Londra per sospetto attacco cardiaco e dolori al torace avevano fatto recentemente uso della polvere bianca.
"La cocaina causa un grande stress ai vasi sanguigni e quando questo stress si ripete nel tempo produce malattie coronariche", ha avvertito il tossicologo John Henry, secondo il quale i danni provocati da questo tipo di stupefacente vanno valutati a lungo termine, come quelli causati dal tabacco e dall'alcol.
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