Mercoledì 10 giugno 2026
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Gb. Nuovo libro di Martin Booth "Cannabis: a history"

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Lo scrittore inglese Martin Booth, ha iniziato scrivendo un libro sull'oppio, ma poi si e' diretto verso droghe piu' leggere. Il suo ultimo lavoro racconta la storia -millenaria- della cannabis sativa. La storia dell'erba, della sua composizione chimica, dei metodi di contrabbando, dal 2000 a.C. ad oggi.
Il libro e' diviso in due parti: la prima, sulla trasformazione della droga da foraggio per le capre a materia prima coltivata per la sua forte fibra e usata come medicina e per le sue proprieta' narcotiche. Questa parte e' interessante, ma non quanto la seconda, che affronta gli ultimi e intriganti 150 anni.
Uno degli aspetti piu' interessanti e' il rapporto odio-amore che la societa' ha avuto nei confronti della sostanza.
La storia della marijuana puo' essere vista come un ciclo di maree: popolare nel periodo vittoriano, aborrito agli inizi del `900, in auge nel periodo hippie, nuovamente in disgrazia alla fine degli anni `70 e inizio `80, per essere sempre piu' riconosciuta e accetta, oggi, come innocua.
Booth spiega come nella meta' del diciottesimo secolo, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti la marijuana fosse adoperata per combattere la nevralgia, il tetano, il colera, il tifo, la dissenteria, l'alcolismo, la gotta e molto di piu'. Si racconta che la regina Vittoria la usasse contro i dolori mestruali, e il suo medico la ritenesse "una delle migliori medicine in nostro possesso".
Il suo gradimento presto cesso'. Fu consumata principalmente dalle classi sociali piu' povere, dai neri e dai musicisti jazz. Il primo capo del Federal Bureau of Narcotics, Henry J. Anslinger, dal 1930 al 1962 combatte' la sua battaglia contro la cannabis, sostenuto da Hollywood e dal potente editore di giornali, William Randolph Hearst.
Durante la seconda guerra mondiale, si scopri' l'utilita' delle sue fibre. Un rapido dietro-front alla moralita' e fu varata la campagna per "la coltivazione della marijuana per la vittoria" e ogni fattoria vi provvedeva, come segno di patriottismo. A guerra terminata e con le importazioni dall'Europa riprese, migliaia di ettari di terreno furono lasciati incolti. La campagna di Anslinger prosegui' contro "il mondo del cinema, dei musicisti, della popolazione di colore e gli immigranti".
Arrivando ai giorni nostri, mentre alcuni Governi si dirigono verso regimi piu' comprensivi, quello statunitense continua nella politica di perseguire i fumatori. Nel 2000, sono state arrestate 734.498 persone per crimini connessi alla marijuana, ma in realta' all'88% di questi e' stato contestato solo il possesso.

"Cannabis: a history" di Martin Booth
Edito da Random House, 49,95 Usd
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