Martedì 11 agosto 2026
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Gelati "senza zucchero" ma con 13 volte il limite: class action contro Golda

ASIA - ISRAELE
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Un tribunale israeliano ha dato il via libera a una class action da 350 milioni di shekel (circa 85 milioni di euro) contro la catena di gelaterie Golda, accusata di aver commercializzato prodotti etichettati come "senza zucchero" che in realtà contenevano zuccheri ben al di sopra dei limiti di legge. Lo riporta il Jerusalem Post.

 

La Corte distrettuale centrale di Lod ha certificato la causa collettiva contro Anita Ice Cream, la società che gestisce la catena Golda, ritenendo sussistenti i presupposti per un esame approfondito delle accuse. Secondo quanto emerso, i gusti al caffè e alla nocciola venivano proposti come privi di zucchero, mentre analisi di laboratorio hanno rilevato un contenuto di 6,6 grammi di zucchero ogni 100 grammi di gelato: ben tredici volte il limite massimo di 0,5 grammi per 100 grammi previsto dalla normativa per poter apporre tale dicitura.

 

La vicenda ha preso avvio dalla consumatrice Sol Yarkoni, che aveva acquistato il gelato in un punto vendita della catena a Ramat Gan. Insospettita dal sapore del prodotto — che evita gli zuccheri per ragioni di salute e di dieta — si era rivolta a un laboratorio accreditato per far analizzare la composizione del gelato. I risultati avevano confermato le sue perplessità, spingendola a presentare la richiesta di certificazione della class action.

 

Golda si è difesa sostenendo che un consumatore ragionevole avrebbe inteso l'etichetta "senza zucchero" come assenza di zuccheri aggiunti, e non come eliminazione degli zuccheri naturalmente presenti nei latticini, come il lattosio. La catena ha anche citato il parere del professor Elliot Berry dell'Università Ebraica di Gerusalemme, secondo cui l'Associazione israeliana per il diabete avrebbe approvato prodotti con analoghi contenuti di zucchero, ritenendoli privi di rischi per la salute.

 

La giudice Iris Rabinovich-Baron ha respinto questa impostazione, affermando che l'interpretazione per cui l'etichettatura "senza zucchero" possa trarre in inganno il pubblico dei consumatori è del tutto ragionevole e giustifica un esame nel merito. Il tribunale ha ammesso le richieste riguardanti inganno al consumatore, negligenza, violazione di obblighi di legge e arricchimento ingiusto, oltre a richieste di risarcimento economico e di inibitoria permanente. L'entità del danno sarà quantificata in una fase successiva del procedimento.

 

Golda ha tenuto a precisare che nessun importo è stato ad oggi ordinato: "È importante chiarire che, contrariamente all'impressione che alcune pubblicazioni possono creare, Golda non è stata condannata a pagare 350 milioni di shekel, né alcun altro importo."

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