Martedì 9 giugno 2026
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I ginecologi: medici e manager sanitari ignoranti su contraccezione d'emergenza, pillola del giorno dopo non e' abortiva

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La legge 194 compie trent'anni: tempo di bilanci, che il provvedimento supera con una sufficienza piena per gli aspetti che riguardano il fronte tecnico. Lo rivelano i risultati della prima indagine nazionale sull'interruzione volontaria di gravidanza condotta dalla Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), presentati ieri al congresso di Torino. La rilevazione ha preso in esame 45 centri, distribuiti equamente e bilanciati fra grande, piccola e media dimensione, che hanno effettuato da soli il 13,5% delle 127.038 interruzioni volontarie di gravidanza avvenute in Italia nel 2007. 

L'applicazione concreta della norma, rivela l'indagine, e' soddisfacente: positiva la presenza di mediatori culturali, garantita in tre strutture su 4, e buoni anche i tempi d'attesa, pari in media a 3,3 giorni per le urgenze e 13,7 per i casi non urgenti. Una notizia rassicurante, perche' si tratta di un fattore chiave per ridurre al minimo le complicanze: se a 7 settimane il rischio relativo e' pari a zero, diventa uno a 8 settimane, 2 a 9, 4 a 10 e cosi' via, raddoppiando in modo esponenziale con il trascorrere dei giorni. Resta alto, rivela inoltre l'indagine, il numero di obiettori: lo sono il 72% dei medici e il 57% dei primari, ma solo il 39,5% degli ospedali assicura la presenza di personale non obiettore disponibile per ogni turno. 

Dando un voto all'applicazione della 194, gli addetti ai lavori riconoscono che esistono comunque margini di miglioramento alla sua applicazione: "In particolare - commenta Emilio Arisi, componente del direttivo nazionale Sigo e responsabile della ricerca - l'anestesia locale, indicata nelle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), e' prevista solo nel 34,2% dei centri e, nel nostro campione, e' stata di fatto applicata solo nel 17,02% dei casi. Si privilegia, invece, l'anestesia generale, potenzialmente piu' rischiosa e maggiormente dispendiosa".    

Altra nota dolente e' il rapporto diretto fra ospedale e consultorio: "I protocolli di collaborazione, esistenti nel 71% dei casi, spesso vivono solo sulla carta - denuncia Giovanni Monni, presidente dell'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri (Aogoi) - Nel 73% dei casi e' la stessa paziente a effettuare la prenotazione, a fronte del solo il 23% in cui provvede il consultorio".

"In questi trent'anni sono profondamente mutati i bisogni e l'identikit delle donne che chiedono l'interruzione di gravidanza - aggiunge Giorgio Vittori, presidente della Sigo - Ad esempio, il 32% degli aborti in Italia riguarda donne immigrate, ben il 42,08% del nostro campione. Per questo la Societa' ha ritenuto necessario condurre un'indagine tecnica, al di la' delle ideologie, per verificare l'effettiva applicazione della legge. La donna che compie la dolorosa scelta di abortire merita di essere tutelata il piu' possibile, e la 194, pur se perfezionabile, resta in questo senso una norma efficace".

Oltre all'applicazione della legge sull'aborto, al centro del congresso torinese anche la depressione post partum e la salvaguardia della fertilita', un tema che la Societa' vuole promuovere soprattutto sensibilizzando le piu' giovani.

Per questo la Sigo ha scelto di utilizzare nuovi linguaggi, fra cui 'you tube' e una fiction in 3D, pensata appositamente per le under 30. Si chiama 'Aurora alla scoperta della fertilita' e sottolinea, in particolare, la necessita' di proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili, importante fattore di rischio di infertilita', e di pianificare per tempo le scelte riproduttive, compatibilmente con le altre esigenze della donna.

"Questo video - conclude Vittori - si inserisce nel solco di una serie di attivita' rivolte alle piu' giovani, che stiamo realizzando in particolare con la nostra campagna 'Scegli tu'. Un obiettivo che ci vede impegnati nell'utilizzo di linguaggi e media innovativi, per rendere piu' 'comprensibili' i nostri messaggi", conclude il presidente della Sigo.

'Sulla contraccezione d'emergenza c'e' confusione e cattiva informazione, tra la gente ma anche tra i medici. Alcuni di loro pensano che si tratti di aborto, invece non e' cosi', come provano recenti studi', ha commentato Vittori a riguardo della cosiddetta pillola del giorno dopo. 'Di sicuro - ha commentato Vittori - c'e' qualcosa che non va se dal 2006 al 2007 non e' lievitato il consumo di contraccettivi tradizionali mentre si e' avuto un aumento brusco della contraccezione d'emergenza, con un incremento di 53 mila confezioni su 370 mila in un anno'. Per il presidente della Sigo 'si e' fallito sul piano della comunicazione, non si e' fatto capire che questa pillola e' l'ultimo paracadute della contraccezione. Non puo' diventare un sistema contraccettivo abituale'. Ma Vittori non nega che vi sia anche un problema di difficolta' di prescrizione della pillola del giorno dopo. 'Molti medici pensano che sia assimilabile all'aborto e questa confusione esiste anche tra i manager della sanita', che hanno paura che la prescrizione del farmaco possa essere usata contro di loro. Anche molti giovani ginecologi a contratto hanno questa paura'. Per fare chiarezza la Sigo ha avviato alcune campagne di informazione.    
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