Lunedì 29 giugno 2026
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Goletta Verde 2025: un mare su tre inquinato e la crisi climatica che avanza

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Inquinamento, maladepurazione e crisi climatica: sono questi i tre nemici principali di mari e laghi italiani secondo il bilancio finale delle campagne estive di Legambiente, Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2025. I dati raccolti nell'estate 2025 dipingono un quadro preoccupante: su 388 campionamenti effettuati nelle acque costiere e lacustri di 19 regioni da oltre 200 volontari, ben il 34% è risultato fuori dai limiti di legge — vale a dire 1 campione su 3.

 

Per quanto riguarda le coste, il 35% dei punti monitorati da Goletta Verde è risultato inquinato o fortemente inquinato, con una media di un punto critico ogni 80 km di litorale. Per i bacini lacustri la situazione non è migliore: il 30% dei campioni di Goletta dei Laghi ha superato i limiti consentiti. Le foci di fiumi, canali e corsi d'acqua si confermano i punti più problematici: il 54% dei siti critici analizzati (101 su 188) è risultato contaminato. Più rassicurante, invece, il quadro nei campioni prelevati in mare aperto o lontano da scarichi diretti, dove solo il 15% ha registrato valori oltre la soglia.

 

Legambiente denuncia inoltre che il 56% delle foci monitorate da Goletta Verde — non controllate dalle autorità competenti e quindi non balneabili — si trova in prossimità di una spiaggia libera. Oltre 220 km di costa sabbiosa (il 6,6% dei 3.346 km totali di costa bassa) risultano privi di monitoraggio ufficiale, con evidenti rischi per i bagnanti.

 

Sul fronte della crisi climatica, il grido d'allarme di Legambiente si sintetizza nello slogan scelto per la campagna: "Non è caldo, è crisi climatica". Rielaborando i dati satellitari di Copernicus, l'associazione ha calcolato che a giugno e luglio la temperatura media delle acque superficiali del Mediterraneo ha raggiunto 25,4°C — il valore più alto dal 2016 ad oggi, con un nuovo record che supera i precedenti del 2022 (25,2°C) e del 2024 (25,1°C). Un riscaldamento di circa mezzo grado rispetto ai valori medi registrati fino al 2021 (intorno ai 24,5°C) che mette a rischio la biodiversità marina e alimenta eventi meteorologici estremi più intensi e frequenti.

Di fronte a questo scenario, Legambiente rivolge un appello diretto al Governo: approvare un piano nazionale per la tutela delle acque costiere e interne, con una governance integrata su più livelli e piani di adattamento ai cambiamenti climatici; stanziare più risorse per ammodernare gli impianti di depurazione — la maladepurazione riguarda 3,5 milioni di abitanti equivalenti non trattati adeguatamente e 855 agglomerati ancora in procedura di infrazione europea; rafforzare i controlli da parte di Regioni, Arpa e Comuni sui punti critici. Sul fronte energetico, l'associazione chiede di puntare sull'eolico offshore, ritenuto compatibile con la fauna marina, e più in generale di accelerare sulla transizione verso le fonti rinnovabili per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030.

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