Venerdì 25 settembre 2026
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Guida positivo alla cannabis ma malato di Tourette: 55enne prosciolto

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Un uomo di 55 anni della provincia di Firenze, fermato alla guida dai carabinieri in Mugello e risultato positivo al test antidroga, è stato prosciolto dal giudice per l'udienza preliminare grazie alla documentazione medica che attesta la sua patologia: la sindrome di Tourette.

Come riporta La Nazione, il controllo risale alla mattina del 25 luglio 2025, quando una pattuglia dei carabinieri ferma l'automobilista in una zona del Mugello. Durante l'accertamento l'uomo appare molto agitato, con le mani tremanti e la voce incerta, mentre dall'abitacolo dell'auto proviene un forte odore di cannabis. I militari decidono quindi di perquisire prima il veicolo e poi uno zaino, all'interno del quale vengono trovate due bustine contenenti infiorescenze di marijuana.

 

Sulla base di questi elementi la Procura emette un decreto penale di condanna. Il 55enne, assistito dall'avvocato Francesco Ceccherini, presenta però opposizione e deposita in giudizio tutta la documentazione sanitaria relativa alla propria patologia. Dagli atti medici emerge infatti che l'uomo è affetto dalla sindrome di Tourette, un disturbo neurologico caratterizzato da tic motori e vocali involontari che possono manifestarsi anche mentre si trova alla guida. Per contenere questi sintomi, il suo piano terapeutico prevede l'assunzione di medicinali a base di cannabis terapeutica attraverso decotti e inalazioni.

 

L'uomo ha inoltre riferito di aver fatto uso di cannabis la sera precedente al controllo, mentre si trovava a casa di un'amica: una circostanza che, secondo la difesa, spiegherebbe la successiva positività al test antidroga rilevata dai carabinieri.

 

Nel processo celebrato con rito abbreviato, la Procura aveva comunque chiesto la condanna dell'imputato. Il gip Fabio Gugliotta ha invece disposto l'assoluzione per particolare tenuità del fatto, chiudendo il procedimento a favore del 55enne.

 

Nella motivazione, tuttavia, il giudice ha fissato un principio destinato a valere anche per il futuro: il fatto che l'assunzione di sostanze stupefacenti sia consentita per finalità terapeutiche non comporta automaticamente la possibilità di mettersi alla guida. Il provvedimento chiarisce infatti che la possibilità di assumere legalmente stupefacenti per fini di cura non implica il diritto di condurre veicoli, e che l'uso terapeutico non costituisce una causa di giustificazione che esenta dal rispetto delle norme di legge. Se l'uomo tornasse a guidare dopo aver assunto la sostanza, e ne ricorressero i presupposti, potrebbe quindi essere sanzionato nuovamente in base alle norme del Codice della strada.

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