Overdose droghe: calano ma restano migliaia i morti

Per la prima volta in oltre un decennio, i dati sui decessi per droga in Gran Bretagna mostrano un'inversione di tendenza, seppur minima. Come riporta leafie, dopo dodici anni consecutivi di aumenti, il tasso di decessi per overdose registrati in Inghilterra e Galles ha finalmente imboccato la direzione opposta.
Secondo i nuovi dati pubblicati dall'Office for National Statistics (ONS), nel 2025 sono stati registrati 5.519 decessi legati all'uso di droghe, 46 in meno rispetto all'anno precedente. Si tratta di una diminuzione di meno dell'1%, la prima dal 2012. Nonostante il segnale incoraggiante, il numero resta vicino ai massimi storici registrati dal 1993, anno in cui l'ONS ha iniziato a raccogliere questi dati.
Tra i cambiamenti più significativi emersi dal rapporto, la cocaina ha superato per la prima volta eroina e morfina come sostanza più frequentemente coinvolta nei decessi: 1.233 casi contro 1.210. Pur essendo leggermente diminuiti rispetto ai 1.279 del 2024, i decessi legati alla cocaina restano oltre otto volte superiori rispetto al 2010. Nel complesso, però, gli oppioidi rimangono la categoria di sostanze più coinvolta nelle morti per overdose, con 2.324 decessi nel 2025. Tra questi, 150 riguardano i nitazeni, oppioidi sintetici estremamente potenti, in calo rispetto ai 195 del 2024 ma ancora quasi il triplo rispetto al 2023.
Il mercato degli oppioidi si è diversificato negli ultimi anni, complici le pressioni globali sulla filiera dell'oppio e la crescente diffusione di alternative sintetiche e sostanze da taglio. Le fasce d'età più colpite restano quelle tra i 40 e i 49 anni, segno di una generazione di consumatori che invecchia insieme alla propria dipendenza. Dal punto di vista geografico, il Galles e il North East England registrano i tassi di mortalità più alti del Paese.
Di fronte a questi numeri, le organizzazioni che si occupano di riduzione del danno chiedono un cambio di rotta nelle politiche pubbliche. Release, associazione che si batte per politiche sulle droghe basate sull'evidenza scientifica, sostiene che l'attuale quadro normativo impedisca ai servizi sociali di offrire interventi che potrebbero salvare vite umane. In una dichiarazione rilasciata a leafie, l'organizzazione ha spiegato che la distribuzione di strumenti per il consumo sicuro di crack risulta illegale ai sensi della sezione 9A del Misuse of Drugs Act 1971: la riduzione del danno viene di fatto criminalizzata, mentre i decessi legati alla cocaina continuano ad aumentare.
Tra le misure indicate come prioritarie figurano i centri per la prevenzione delle overdose, dove personale qualificato assiste chi fa uso di sostanze e interviene con naloxone in caso di overdose, garantendo al tempo stesso un accesso più ampio ad altri servizi sanitari e di riduzione del danno. Un esempio concreto è The Thistle, a Glasgow, la prima struttura di questo tipo autorizzata ufficialmente nel Regno Unito, aperta nel gennaio 2025 in Scozia.
Anche il Green Party britannico è intervenuto sul tema, sostenendo un approccio ancora più radicale: la legalizzazione e regolamentazione di tutte le droghe, trattando il consumo come una questione sanitaria piuttosto che lasciare produzione e distribuzione interamente nelle mani del mercato illegale.
Per Release, il dibattito non si limita ai singoli servizi di riduzione del danno ma riguarda l'intero impianto del proibizionismo britannico, che secondo le organizzazioni continua a puntare sulla criminalizzazione nonostante cinquant'anni di politiche che non hanno saputo arginare il fenomeno.