Imigrazione. UNHCR: nuovo approccio culturale dal Governo
'Il governo italiano si e' impegnato molto per cambiare l'approccio culturale al tema dell'immigrazione. Oggi l'Italia ascolta gli organismi internazionali e non li delegittima'. Lo ha detto Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), a margine di un convegno sul diritto d'asilo promosso dall'Associazione allievi della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.
'Il ministro Andrea Riccardi ha cambiato radicalmente il linguaggio del governo sull'immigrazione - ha aggiunto Boldrini - e su questo ha gia' lavorato molto e bene, ma adesso servono atti concreti che diano seguito a questa azione culturale, comunque meritoria, per aiutare l'opinione pubblica a percepire in modo diverso la questione migratoria. Anche perche' in Italia per anni si e' coniugata l'immigrazione come un problema di sicurezza, mentre i migranti sono una parte fondamentale dei processi di globalizzazione. L'economia lo sa e ne ha bisogno, ma la politica non e' pronta per gestire questo fenomeno'.
Sul tappeto resta anche la questione dei migranti fuggiti dalla Libia durante la guerra civile. 'Occorrono soluzioni - ha sottolineato la portavoce dell'Unhcr - di fronte ai dinieghi delle commissioni territoriali per coloro tra i 28 mila arrivati dalla Libia che non hanno ottenuto un riconoscimento delle loro richieste'. Per lo piu' cio' e' avvenuto perche' non si tratta di libici, ma di stranieri che lavoravano in Libia e sono giunti in Italia dopo essere scappati dai bombardamenti e dalle repressioni. 'Circa il 60% di questi profughi - ha concluso Boldrini - non sta ottenendo alcuna forma di protezione e non possiamo permettere che diventino tutti irregolari. Noi abbiamo suggerito al governo alcune soluzioni: un permesso di soggiorno temporaneo che consenta di mettere in atto alternative come il rimpatrio volontario attraverso incentivi economici o il permesso di soggiorno per motivi di lavoro per coloro che hanno gia' un impiego'.
'Il ministro Andrea Riccardi ha cambiato radicalmente il linguaggio del governo sull'immigrazione - ha aggiunto Boldrini - e su questo ha gia' lavorato molto e bene, ma adesso servono atti concreti che diano seguito a questa azione culturale, comunque meritoria, per aiutare l'opinione pubblica a percepire in modo diverso la questione migratoria. Anche perche' in Italia per anni si e' coniugata l'immigrazione come un problema di sicurezza, mentre i migranti sono una parte fondamentale dei processi di globalizzazione. L'economia lo sa e ne ha bisogno, ma la politica non e' pronta per gestire questo fenomeno'.
Sul tappeto resta anche la questione dei migranti fuggiti dalla Libia durante la guerra civile. 'Occorrono soluzioni - ha sottolineato la portavoce dell'Unhcr - di fronte ai dinieghi delle commissioni territoriali per coloro tra i 28 mila arrivati dalla Libia che non hanno ottenuto un riconoscimento delle loro richieste'. Per lo piu' cio' e' avvenuto perche' non si tratta di libici, ma di stranieri che lavoravano in Libia e sono giunti in Italia dopo essere scappati dai bombardamenti e dalle repressioni. 'Circa il 60% di questi profughi - ha concluso Boldrini - non sta ottenendo alcuna forma di protezione e non possiamo permettere che diventino tutti irregolari. Noi abbiamo suggerito al governo alcune soluzioni: un permesso di soggiorno temporaneo che consenta di mettere in atto alternative come il rimpatrio volontario attraverso incentivi economici o il permesso di soggiorno per motivi di lavoro per coloro che hanno gia' un impiego'.
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