Venerdì 11 settembre 2026
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Incidenti stradali. Crescono quelli mortali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
C'è una una preoccupante inversione di rotta sul fronte della sicurezza stradale: dopo anni di contrazione del fenomeno sono infatti in crescita gli incidenti mortali. E' l'allarme emerso dalla audizione in Commissione Lavori Pubblici, al Senato, del direttore del Servizio Polizia Stradale Giuseppe Bisogno. Alcol, droghe ma soprattutto la distrazione causata in particolare dall'uso di smartphone alla guida sono tra le principali cause di incidenti stradali anche gravi.
"Volendo stilare una graduatoria, - ha spiegato Bisogno - il primo posto è occupato dall'improprio uso dai telefoni cellulari, oggi sempre più multiuso, che non permettono semplicemente di comunicare attraverso la classica telefonata, ma connettono al mondo con sistemi di messaggerie, piattaforme social, foto e videocamere, raggiungendo il paradosso dei selfie scattati mentre si è alla guida".
"L'andamento dell'incidentalità rilevata da Polizia Stradale e Carabinieri nel 2015 ha evidenziato elementi di forte preoccupazione: si teme - ha aggiunto Bisogno - un'inversione di tendenza, con un picco nello scorso bimestre luglio - agosto, in particolare nella fascia oraria notturna".
Secondo i dati della Polizia stradale e dei Carabinieri, infatti, le 1.159 vittime nei primi 8 mesi dell'anno in corso (erano state 1.135 nell'analogo periodo del 2014) sembrano segnare un'inversione di tendenza rispetto a un trend virtuoso di bilanci positivi che aveva caratterizzato oltre un decennio.
L'elemento che desta la maggiore preoccupazione è quello relativo agli incidenti che si verificano nella fascia oraria dalle 22 alle 6. Infatti, nel bimestre luglio-agosto gli incidenti notturni con esito mortale sono passati da 74 di un anno fa a 110 e le vittime da 81 a 120, con un aumento, in entrambi i casi, di oltre il 48% (nel primo semestre l'aumento percentuale era stato molto inferiore, rispettivamente del 3,8% e del 1,5%). Nelle due ruote si registrano risultati contrastanti se si prendono in esame cicli e motocicli. Se la mortalità tra i ciclisti è diminuita del 31% (9 in meno, da 29 a 20), le vittime tra i centauri sono aumentate del 45% (da 106 a 154: 48 in più). Ma purtroppo, per essere vittime di incidenti stradali, non è necessario trovarsi alla guida o essere passeggeri di un veicolo a motore o a pedali. Infatti anche tra i pedoni si è registrato un significativo peggioramento dell'incidentalità, con 33 vittime contro le 28 di un anno fa (quasi il 18% in più). "Le cause di questa accresciuta incidentalità - ha sottolineato Bisogno - vanno imputate prevalentemente alla condotta di guida dei conducenti e, in particolare, ai motivi di distrazione. Infatti, agli eccessi di velocità e ai conducenti irresponsabili, al volante dopo abusi di alcol e droghe, si aggiunge oggi un ulteriore elemento di distrazione, quello legato alla tecnologia, che distoglie l'attenzione dalla guida per fare contemporaneamente anche altro: messaggiare, scrivere email e addirittura scattare selfie. Volendo stilare una graduatoria, il primo posto è occupato dall'improprio uso dai telefoni cellulari, oggi sempre più multiuso, che non permettono semplicemente di comunicare attraverso la classica telefonata, ma connettono al mondo con sistemi di messaggerie, piattaforme social, foto e videocamere, raggiungendo il paradosso dei selfie scattati mentre si è alla guida". Stress e distrazione stanno creando soprattutto nei tratti urbani, i più colpiti dall'aumento dell'incidentalità, un deficit d'attenzione negli automobilisti che risulta letale: per brevi percorsi la cintura di sicurezza è spesso un optional, soprattutto nei sedili posteriori dove i passeggeri, contravvenendo all'obbligo, rischiano, in caso di urto, di essere catapultati fuori dall'auto e di venire travolti dai veicoli che sopraggiungono. L'uso delle cinture di sicurezza, in particolare sui sedili posteriori, e dei sistemi di ritenuta per i bambini rappresenta un fattore importante, spesso sottovalutato, tanto da apparire una questione da tempo superata. "Talvolta - sottolinea Bisogno - si ha persino l'errata percezione che, in caso di incidente, gli occupanti dei sedili posteriori siano maggiormente protetti, mentre, invece, è esattamente il contrario: i passeggeri posteriori sono di gran lunga più esposti. Senza essere ben assicurati, infatti, rischiano di essere sbalzati fuori dal veicolo con conseguenze molto gravi, specie in presenza dell'airbag".
 
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