Italia. L'opinione di don Albanesi sullla relazione del ministero del Welfare
La cocaina sta diventano la prima droga pesante in assoluto ma "non c'e' mai nessuna notizia che allerti l'opinione pubblica", mentre "un ragazzo italiano su 3 ha fumato spinelli", piu' della meta' fa abuso di alcol e si e' bloccato il trend di diminuzione dei nuovi contagi da Hiv per trasmissione eterosessuale. La denuncia e' di don Vinicio Albanesi, della Comunita' di Capodarco, secondo il quale "di fronte a queste novita', le polemiche degli ultimi mesi appaiono vecchie, scontate, fuori bersaglio. Siamo curiosi di conoscere il ddl dell'on. Fini, prima annunciato e poi rimandato, sulla 'tolleranza zero'".
Citando i dati della 'Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze', don Albanesi segnala che le morti per overdose da cocaina "sono aumentate a un ritmo impressionante: erano il 2,8% nel '96; sono diventate il 7,9% nel '99; per arrivare al 13,8% nel 2002, nonostante un calo, in termini assoluti tra il 2001 e 2002 di morte per overdose. Nel 2000 lanciammo l'allarme sull'omerta' dell'uso di cocaina. Oggi confermiamo tale omerta': mai nessuna notizia che allerti l'opinione pubblica sul rischio di tale droga. E il motivo c'e': e' una sostanza piu' 'in', alla portata non solo dei tossicodipendenti da strada, ma anche di persone in carriera. Non prevede il rito del 'buco', non crea allarme sociale, amplifica il senso di onnipotenza, di prestanza fisica, di comunicazione. Insomma e' la droga dei ricchi: l'hanno capito bene i trafficanti che, in questi ultimi anni, hanno abbassato i prezzi al consumo, con il beneficio del silenzio stampa di cui impunemente gode quest'uso di droga".
Il secondo dato e' fornito della ricerca Espad (Inchiesta europea nelle scuole): un ragazzo italiano su 3 (33,5%) tra i 15 e i 19 anni ha fumato spinelli; le intossicazioni alcoliche (ubriacature) ha riguardato il 53% degli intervistati nel 1999, per salire al 55% nel 2002. Infine l'Istituto superiore di sanita' dichiara che si e' bloccato il trend di diminuzione dei nuovi contagi da Hiv, mentre sono aumentati del 38% in un anno i casi di infezione attribuiti a trasmissione eterosessuale. "Di fronte a queste novita' -commenta don Albanesi- le polemiche degli ultimi mesi appaiono vecchie, scontate, fuori bersaglio. Siamo curiosi di conoscere il ddl dell'on. Fini, prima annunciato e poi rimandato, sulla 'tolleranza zero'. Siamo curiosi di sapere se i nomi di un terzo dei nostri ragazzi saranno fatti conoscere alle prefetture perche' consumatori, anche se occasionali, di droghe leggere, se sara' proibito l'alcool (considerato l'abuso oramai massiccio da parte delle giovani generazioni), se saranno chiamati tossicomani personaggi noti e meno noti che fanno uso di cocaina. La ragionevolezza dice che il fenomeno del consumo di droghe e' diventato veramente critico, in quanto anonimo, diffuso, pericolosissimo. Ci aspetteremmo una politica piena di riflessione, di interventi preventivi seri, di nuovi interventi riabilitativi. Per il bene dei nostri figli continuiamo a sperare".
Citando i dati della 'Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze', don Albanesi segnala che le morti per overdose da cocaina "sono aumentate a un ritmo impressionante: erano il 2,8% nel '96; sono diventate il 7,9% nel '99; per arrivare al 13,8% nel 2002, nonostante un calo, in termini assoluti tra il 2001 e 2002 di morte per overdose. Nel 2000 lanciammo l'allarme sull'omerta' dell'uso di cocaina. Oggi confermiamo tale omerta': mai nessuna notizia che allerti l'opinione pubblica sul rischio di tale droga. E il motivo c'e': e' una sostanza piu' 'in', alla portata non solo dei tossicodipendenti da strada, ma anche di persone in carriera. Non prevede il rito del 'buco', non crea allarme sociale, amplifica il senso di onnipotenza, di prestanza fisica, di comunicazione. Insomma e' la droga dei ricchi: l'hanno capito bene i trafficanti che, in questi ultimi anni, hanno abbassato i prezzi al consumo, con il beneficio del silenzio stampa di cui impunemente gode quest'uso di droga".
Il secondo dato e' fornito della ricerca Espad (Inchiesta europea nelle scuole): un ragazzo italiano su 3 (33,5%) tra i 15 e i 19 anni ha fumato spinelli; le intossicazioni alcoliche (ubriacature) ha riguardato il 53% degli intervistati nel 1999, per salire al 55% nel 2002. Infine l'Istituto superiore di sanita' dichiara che si e' bloccato il trend di diminuzione dei nuovi contagi da Hiv, mentre sono aumentati del 38% in un anno i casi di infezione attribuiti a trasmissione eterosessuale. "Di fronte a queste novita' -commenta don Albanesi- le polemiche degli ultimi mesi appaiono vecchie, scontate, fuori bersaglio. Siamo curiosi di conoscere il ddl dell'on. Fini, prima annunciato e poi rimandato, sulla 'tolleranza zero'. Siamo curiosi di sapere se i nomi di un terzo dei nostri ragazzi saranno fatti conoscere alle prefetture perche' consumatori, anche se occasionali, di droghe leggere, se sara' proibito l'alcool (considerato l'abuso oramai massiccio da parte delle giovani generazioni), se saranno chiamati tossicomani personaggi noti e meno noti che fanno uso di cocaina. La ragionevolezza dice che il fenomeno del consumo di droghe e' diventato veramente critico, in quanto anonimo, diffuso, pericolosissimo. Ci aspetteremmo una politica piena di riflessione, di interventi preventivi seri, di nuovi interventi riabilitativi. Per il bene dei nostri figli continuiamo a sperare".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti