Italia. Il 50% degli ospiti di comunita' ha disturbi psichiatrici
Il 40-50% dei tossicodipendenti accolte nelle comunita' residenziali del Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca) presenta disturbi psichiatrici; l'84% ha un diploma inferiore o uguale alla licenza media, l'83% e' disoccupato, il 35,5% e' sieropositivo. Questi alcuni dei dati che il Cnca presentera' nella conferenza stampa che si terra' il prossimo 21 giugno a Roma. I dati provengono dai risultati di tre ricerche nazionali della federazione relative a come cambiano le comunita' di recupero e i volti della tossicodipendenza e del consumo di sostanze psicoattive.Saranno presenti all' incontro Lucio Babolin, presidente nazionale del Cnca, e Riccardo De Facci, responsabile Tossicodipendenze della federazione. La prima ricerca permette di avere informazioni relative ai pazienti e agli interventi di 150 comunita' residenziali per il recupero di persone tossicodipendenti. La seconda analizza il lavoro svolto da circa 40 gruppi attivi in Italia sul fronte delle situazioni piu' dure, della marginalita' estrema. La terza ricerca, infine, esamina le condizioni in cui si trovano le madri (ex) tossicodipendenti con figli alloggiate in sei comunita' specificamente rivolte a tali situazioni di disagio. I dati mettono in evidenza il cambiamento di utenza delle comunita' (in particolare, cresce notevolmente il numero delle persone con problemi psichiatrici), l'uso dei farmaci, metadone compreso, la situazione di veri e propri 'paria sociali' che uniscono alla dipendenza da alcol e/o droghe una condizione di completa marginalita', la difficolta' del sistema dei servizi di far fronte ai cambiamenti nel mondo dei consumi di droghe, la necessita' di creare nuovi tipi di servizi.
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