Italia. 53 senatori dell'Ulivo: niente carcere per un grammo di cannabis
'Siamo contrari all'uso di sostanze stupefacenti; vogliamo punire il traffico e lo spaccio; vogliamo lavorare per la prevenzione. Concordiamo con la decisione del ministro Turco'. Inizia cosi' il documento d'iniziativa dei senatori dell'Ulivo Marina Magistrelli e Ignazio Marino sottoscritto dalla senatrice a vita Rita Levi Montalcini e dai 53 senatori del gruppo.Nel documento si legge tra l'altro: 'Innalzare la quantita' di principio attivo di cannabis che una persona puo' detenere non significa liberalizzare la droga. Chi semplifica la questione in questo modo non l'ha compresa: il decreto del ministro della salute non solo non interviene in alcun modo sull'impianto generale della legge Fini-Giovanardi (che e' da rivedere, ma naturalmente nelle aule del Parlamento), ma nemmeno incide sulla illiceita' delle condotte di spaccio o detenzione ai fini di spaccio. Si limita ad ampliare, peraltro in misura limitata, l'area entro la quale il possesso di sostanza stupefacente 'leggera' non comporta l'arresto e il carcere. La condotta non diventa per cio' lecita o indifferente, restano le procedure amministrative finalizzate al contrasto delle dipendenze, ma si vuole evitare che una persona, magari un giovane, conosca l'esperienza del carcere per avere con se' una quantita' 'modica' di sostanza'. 'Siamo tutti consapevoli del fatto che la disciplina degli stupefacenti vada discussa nelle sedi opportune e con il piu' ampio dibattito; non possiamo aderire, pero', a semplificazioni meramente ideologiche. La sede e' quella parlamentare, li' potranno essere valutate tutte le diverse posizioni a partire da un'analisi oggettiva del fenomeno e dei dati dopo le modifiche apportate dalle legge Fini-Giovanardi'.
A sottoscrivere il documento sono stati: Albertina Soliani, Francesco Ferrante, Giorgio Tonini, Luca Marcora, Luigi Zanda, Franco Danieli, Antonio Maccanico, Willer Bordon, Enzo Bianco, Felice Casson, Valerio Zanone, Guido Calvi, Silvana Amati, Goffredo Bettini, Anna Serafini, Nuccio Iovene, Renato Turano, Cesare Salvi, Natale D'Amico, Gavino Angius, Rosa Villecco Calipari, Massimo Villone, Furio Colombo, Sabina Rossa, Fiorenza Bassoli, Giovanni Battaglia, Esterino Montino, Vittoria Franco, Colomba Mongello, Walter Vitali, Giorgio Mele, Annamaria Carloni, Andrea Ranieri, Donato Piglionica, Massimo Brutti, Silvana Pisa, Augusto Massa, Carlo Pegorer, Costantino Garraffa, Mario Gasbarri, Giovanni Bellini, Marco Filippi, Leana Pignedoli, Paolo Brutti, Giuliano Barbolini, Federico Enriques, Paolo Rossi, Enrico Morando, Lido Scarpetti, Gerardo D'Ambrosio e Vidmer Mercatali.
COMMENTI
"Siamo contrari all'uso di sostanze stupefacenti; vogliamo punire il traffico e lo spaccio; vogliamo lavorare per la prevenzione. Concordiamo con la decisione del ministro Turco di varare un decreto che dice ai ragazzi: fatevi piu' canne; e agli spacciatori: spacciate di piu'. Suona cosi' l'inizio del documento sottoscritto dai 53 senatori dell'Ulivo (fra cui non pochi sedicenti cattolici, evidentemente adulti), che forse e' un tantino contraddittorio". E' il commento di Riccardo Pedrizzi (An), convinto che "per il resto, si tratta di un documento in cui si fa propaganda mistificatoria".
"Perche' la legge Fini, cosi' come era stata congegnata prima del decreto Turco-spiega- non ha mandato nessuno in galera per la detenzione di qualche spinello; e' avvenuto anzi, il contrario: e' diminuito sia il numero degli arrestati che quello dei detenuti". "Come dimostrano- afferma- sia i dati del Dap, che quelli del ministero dell'Interno, forniti in maniera distorta, nell'aula della Camera, dalla stessa Turco, che ha fatto un clamoroso autogol".
"Insomma, di che parlano i 53 senatori dell'Ulivo? E' evidente che l'unico obiettivo politico della loro presa di posizione, forse sollecitata dalla stessa Turco-conclude Pedrizzi- e' interno alla (dis)Unione: porre l'altola' ai 51 parlamentari della maggioranza dissidenti, che a questo punto hanno un motivo in piu' per passare dalle parole ai fatti e votare la mozione contro il decreto Turco presentata da An al Senato".
Basta fare de conti per scoprire che i dati forniti dal ministro della Salute, Livia Turco, sul numero di arresti per il possesso di cannabis (aumentati del 64% con la Fini-Giovanardi, ha spiegato il ministro alla Camera) sono destituiti di ogni fondamento. Lo dice proprio uno degli autori della legge sulla droga della Cdl, Carlo Giovanardi. "Un semplice calcolo matematico dimostra che nei primi quattro mesi del 2006 (quando la legge Fini-Giovanardi non era in vigore) rispetto ai primi quattro del 2005 ci sono stati 81 arresti in media in piu' al mese". Da maggio in avanti invece, quando la nuova legge e' entrata in vigore, "ci sono stati 67 arresti in media in piu' rispetto agli stessi mesi del 2005". Non di aumento, dunque, si tratta, ma di una diminuzione: "Meno 13 arresti al mese, pari al 16%, col passaggio dalla vecchia alla nuova legge". Dunque, spiega l'ex ministro, "risulta un fatto, e non un opinione, che il ministro della Salute e il ministro della Giustizia abbiano deciso di raddoppiare la dose per uso personale di cannabis su presupposti destituiti di ogni fondamento". A questo punto, conclude, "i ministri dovrebbero riconoscere l'errore, ritirare il decreto, e presentarsi finalmente davanti alle commissioni competenti di Camera e Senato per approfondire con onesta' intellettuale e spirito di dialogo la tematica delle tossicodipendenze.
'Il documento dei parlamentari della sinistra che apparentemente difendono le decisioni del ministro Livia Turco in tema di droga conferma che la sinistra e' vistosamente spaccata anche su questo tema cruciale'. Lo afferma Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di An.
'Nei giorni scorsi infatti - spiega - 51 altri del centrosinistra hanno sottoscritto un documento di critica alla Turco. Tutto avviene senza che nessuno dei gruppi contrapposti nella maggioranza avanzi una proposta alternativa alla legge Fini Giovanardi. Dopo le bugie della Turco su presunti arresti facili che non ci sono mai stati, e' tempo di un confronto parlamentare non occasionale, ma su dati reali e non su menzogne. In quella sede siamo certi che di fronte ad un centrosinistra spappolato, riusciremo a far prevalere la validita' della legge Fini Giovanardi e delle nostre proposte per combattere la droga'.
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