Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Abruzzo. An perplessa su proposta uso terapeutico della cannabis

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'Viva perplessita'' e' stata espressa dal capogruppo di An in Consiglio regionale, Alfredo Castiglione, in merito ad una mozione presentata dal consigliere Daniela Santroni (Prc) con cui si chiedono alla Giunta Regionale 'azioni tese a favorire l'utilizzazione del farmaco Bedrocan e sostegno ad una disciplina legislativa per la sperimentazione terapeutica della cannabis'.
'Mi auguro che l'iniziativa della collega Santroni non rappresenti un primo timido passo verso la legalizzazione delle droghe leggere -ha dichiarato- perche' se cosi' fosse troverebbe in An un'opposizione intransigente'.
Secondo Castiglione al riguardo sono gia' allarmanti i dati emersi dal recente 'Rapporto sul fenomeno di uso ed abuso di sostanze stupefacenti nella Regione Abruzzo', che ha fatto parlare l'assessore Mazzocca di una preoccupante 'cultura dell'eccesso' nella nostra regione'. 'Basti dire che, in Abruzzo -ha ricordato Castiglione- sono oltre 100 mila le persone che negli ultimi dodici mesi hanno fatto uso di cannabis, rispetto alle 35 mila che assumono cocaina e ai 15 mila che prendono eroina. Un dato preoccupante, che supera anche i dati nazionali, riguarda la curva di incidenza per il 'primo uso' di oppiacei, segnala un pericolosissimo avvicinamento dei giovani a questa droga, presentata spesso come un gioco tra ragazzi quando invece si tratta dell'anticamera di problemi ben piu' seri'.
Per Castiglione 'l'eccesso di cannabis, inoltre, finisce per diventare anche un problema di sicurezza: in particolare a Pescara e provincia si e' registrato un preoccupante incremento nell'uso personale di stupefacenti: da 362 segnalazioni in prefettura nel 2004 si e' passati a 413, di cui ben 196 si riferiscono proprio a detenzioni per uso di hascisc e marijuana'.'Particolare cautela occorre anche nell'utilizzo di un indiscriminato uso terapeutico di queste sostanze, altrimenti si corre il rischio di un aggiramento della legge Fini, con migliaia di tossicodipendenti o aspiranti tali che si improvvisano malati immaginari per acquistare legalmente la droga a scopi meramente ludici'.
Inoltre, entrando nel merito va detto che studi disponibili rivelano una scarsa efficacia dei cannabinoidi nel trattamento di alcune forme di dolore, quali il dolore tumore-correlato o il dolore post-chirurgico e pertanto ne viene sconsigliato l'uso in questi casi, mentre nel trattamento del dolore di origine neuropatica e in quello legato a fenomeni di spasticita' muscolare (sclerosi multipla, lesioni midollari) si attendono i risultati di numerosi studi in corso.
Una materia complessa, pertanto, che va affrontata seriamente e senza ideologismi, individuando quali pazienti e quali patologie richiedano una eventuale sperimentazione.
Oggi, peraltro, nei casi in cui con certificazione del medico curante e del responsabile del servizio di farmacia venga attestata la necessita' di ricorrere al farmaco in questione e l'indisponibilita' di alternative farmaceutiche, e' possibile rivolgere un'istanza al Ministero della Salute e chiedere l'autorizzazione ad importare il farmaco in Italia tramite le ditte produttrici.
'Pero' -ha concluso- se non si vuole fare la fine dell'Olanda, dove ragazzini di soli 12 anni vanno nei centri di disintossicazione per la dipendenza da marijuana, oltre a manifestare seri problemi di sviluppo, ritardi nello sviluppo mentale e disturbi del sonno, occorre un approccio piu' rigoroso a problematiche complesse'.
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