Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ancora sui finanziamenti antidroga illeciti del Piemonte

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Il consigliere radicale della Regione Piemonte, Carmelo Palma, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Ieri e' arrivata la decisione della Giunta regionale (D.G.R. n. 73-10888) di dar comunque il via libera, dopo un primo blocco da parte degli Uffici dell'Assessorato Regionale alla Sanita', al provvedimento di illegittimo finanziamento dei progetti antidroga di cosiddetto "interesse regionale", in un primo momento illegittimamente, discrezionalmente e direttamente disposti dal Presidente della Commissione regionale sulle dipendenze, Prof. Stefano Zaca', dirigente di una struttura sanitaria (l'Ospedale Gradenigo di Torino) che, per puro caso ovviamente, risulta essere beneficiaria del 56% degli 1,8 milioni di euro così generosamente distribuiti.
Da questa decisione emergono due fatti, entrambi gravi.
Dal punto di vista politico e' chiaro che esiste una "struttura separata e parallela", che fa capo ad AN, che distribuisce i finanziamenti antidroga con logiche di partito a uomini di partito (il partito essendo, manco a dirlo, AN) e che e' in grado di imporre le proprie disposizioni anche alla Giunta Regionale.
Dal punto di vista tecnico, i componenti della Giunta Regionale che hanno approvato la "delibera Zaca'" ed i dirigenti regionali che ne hanno attestato la regolarita' si sono assunti una responsabilita' assai grave sotto il profilo amministrativo e contabile.
Da entrambi i punti di vista, visti gli eventi, e' comunque chiaro, dopo la decisione di ieri, che su questa questione -salvo una repentina e immediata marcia indietro, che non osiamo sperare- non esiste alcuna possibilita' di discutere e governare questa vicenda secondo criteri di regolarita' e trasparenza.
Abbiamo cercato in questi giorni, presentando due interpellanze sulla vicenda, di consentire alla Giunta Regionale di rivedere le proprie posizioni ed i propri provvedimenti secondo legge e secondo logica; di fronte al perseverare di Ghigo e compagni, saremo costretti a rivolgerci, nei prossimi giorni, alla magistratura".
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