Italia. Antiproibizionisti.it: nuovo Governo intervenga con urgenza
Dichiarazione di Marco Contini, Segretario dell'Associazione Politica Antiproibizionisti.itA distanza di soli due giorni dall'entrata in vigore del decreto ministeriale contenente le cosiddette tabelle relative alla nuova normativa in materia di sostanze stupefacenti, ecco che quanti (a cominciare dall'ex Vicepresidente del Consiglio Fini e dall'ex ministro Giovanardi) avevano finora sostenuto che fosse "impossibile" finire in galera essendo trovati in possesso di qualche spinello vengono puntualmente smentiti dai recenti fatti di cronaca.
È il caso, ad esempio, di R.S. - un foggiano di 23 anni, incensurato - sorpreso mentre cedeva (o, verosimilmente, passava) uno spinello a un coetaneo e arrestato dai carabinieri con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio perché in possesso di 10 grammi di hashish.
Il caso non è isolato: in varie zone d'Italia (soprattutto nei piccoli centri) episodi di questo genere si verificano con una frequenza allarmante, intensificatasi nelle ultime 48 ore e non pochi sono i cittadini, italiani e stranieri, in bilico tra la vecchia e la nuova normativa.
Per questo insistiamo nell'affermare l'assoluta urgenza di arginare i danni, ormai non più soltanto potenziali, derivanti da un provvedimento - quello varato dal Governo Berlusconi - che sin dal primo momento non abbiamo esitato a definire scellerato.
A tal fine insistiamo nel richiedere che, da parte del Presidente della Repubblica, sia dato incarico al più presto affinché si proceda con l'insediamento del nuovo Governo e che quest'ultimo, una volta in carica, adotti con la massima urgenza tutte le misure necessarie per circoscrivere le conseguenze di una normativa così dissennata e ottusamente irresponsabile qual'è quella contenuta nella legge 49/2006.
Da parte nostra, a partire dal giorno del suo insediamento, rammenteremo al nuovo esecutivo ogni ora, ogni minuto e ogni secondo trascorsi nell'esercizio della normativa in vigore perché in ogni momento potrebbe venirsi a determinare la perdita della libertà per molti cittadini consumatori, vittime del proibizionismo e della criminalità organizzata più che della droga
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