Italia. Un appello contro lo stralcio del ddl Fini
Un appello alle forze politiche e un grido d'allarme alla societa' civile, affinche' si organizzi una "fattiva opposizione contro l'approvazione dello stralcio della legge Fini sulle droghe": li lancia oggi il Cartello nazionale "Non incarcerate il nostro crescere", che riunisce oltre 40 organizzazioni nazionali dei servizi pubblici e del privato sociale, dei sindacati, dell'associazionismo e degli operatori della giustizia. Il Cartello, alla luce dell'annuncio del ministro Carlo Giovanardi, che intende inserire le nuove norme nel decreto legge sulla sicurezza attraverso un maxiemendamento, denuncia che e' una "grave scorrettezza istituzionale affrontare tematiche complesse come quelle relative al consumo di droghe attraverso lo strumento del decreto legge e l'imposizione della fiducia. In tal caso, poi, non si capisce come possano ricorrere i requisiti di necessita' e urgenza previsti nell'art. 77 della Costituzione". Sono, poi, affermano, "del tutto destituite di fondamento le dichiarazioni del ministro relative a un 'accordo sostanziale' sul nuovo testo predisposto dal Governo dopo la Conferenza nazionale di Palermo, che si sarebbe verificato nell'ultimo incontro della Consulta nazionale sulle tossicodipendenze: le organizzazioni del Cartello hanno espresso chiaramente, anche in quella sede, il loro totale rifiuto della proposta del Governo".Quanto al merito della proposta governativa, che secondo Giovanardi e' stata modificata dopo i suggerimenti scaturiti dalla Conferenza di Palermo, l'elenco delle critiche del Cartello e' lungo. Si va dal fatto che il provvedimento "rimane sostanzialmente immutato nel quadro generale e nei principi sanciti nel ddl Fini, in particolare in merito alla volonta' di punizione e all'attacco al sistema dei servizi", al fatto che "aver mantenuto un'unica tabella per tutte le sostanze e aver demandato a un gruppo tecnico-scientifico del ministero della Salute la definizione delle quantita' sopra le quali scatta l'accusa di spaccio, significa attribuire a una commissione tecnica la determinazione di un reato penale, cosa insostenibile in termini di diritto". Ancora, secondo il Cartello, aver attribuito alle Regioni la responsabilita' di concedere alle strutture del privato sociale la facolta' di certificare lo stato di tossicodipendenza e' "un'astuzia con la quale il Governo tenta di invadere una competenza non sua". Infine, "promuovere l'obbligo alla cura nelle strutture residenziali come unica alternativa al carcere - sottolineano - porterebbe le comunita' a trovarsi in una situazione di sostanziale ricatto: o accettano di ospitare le persone soggette alle pene previste nel provvedimento, pur se non motivate o adeguate a tali percorsi, o impediscono a tali persone di sfuggire al carcere". Il Cartello promuove percio' un appello dal titolo "Fermiamo lo stralcio Giovanardi!", che si puo' sottoscrivere inviando una e-mail all'indirizzo [email protected], e invita alla mobilitazione, a cominciare dal presidio che si terra' dinanzi al Parlamento a partire dalle ore 12.00 di martedi' 24 gennaio, a cui saranno presenti anche le organizzazioni aderenti a ConFiniZero.
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